Cronaca di un giorno perfetto

Per la tradizione tedesca, il primo giorno di scuola della prima elementare deve essere una GRANDE festa per i bambini. Le famiglie con figli che si preparano ad iniziare la scuola, iniziano a fare piani ed acquisti già diverse settimane prima! Ma qual è il vero simbolo dell’inizio della carriera scolastica in Tedeschia? La Schultüte! La Schultüte è sostanzialmente un grande cono di cartone, che si può acquistare o costruire, e che, prima dell’inizio della scuola, va personalizzato a seconda dei gusti del bambino. Successivamente va riempito di dolcetti e regali da famigliari e amici. Noi abbiamo deciso di comprarlo su un sito tedesco (uno dei tanti) dove è possibile personalizzare la Schultüte con colori, disegni, nome, fiocchi e chi più ne ha più ne metta. Una volta arrivata a casa, abbiamo nascosto la nostra verdissima Schultüte decorata di Robot in cantina e, in gran segreto, come solo noi genitori sappiamo fare, abbiamo iniziato a stilare una lista del potenziale contenuto: dolcetti preferiti, piccoli giochi e oggetti sfiziosi per la scuola. La tradizione bavarese vorrebbe che fossero soprattutto i nonni a contribuire a questo cono, ma noi siamo una famiglia expat, così sono stati i nostri amici a contribuire con regalini e dolcetti. E devo dire che ci ha fatto davvero piacere. Piccoli gesti ma di grande peso per la nostra famiglia.

La notte prima.

E’ difficile esprimere a parole che cosa significhi per un genitore, l’inizio della scuola elementare. Un po’ perché emergono inevitabilmente tanti ricordi, e ognuno di noi ha i propri, e poi non so, è come se si diventasse ufficialmente genitori. Io e mio marito, la sera prima abbiamo atteso che nostro figlio si addormentasse e poi siamo sgattaiolati in cantina a recuperare tutto il necessario per la nostra Schultüte. Lo abbiamo rovesciato sul tavolo del soggiorno e abbiamo iniziato ad impacchettare. Ci siamo abbracciati tante volte. Ci siamo raccontati i nostri ricordi e tra emozioni e sospiri, abbiamo finito l’ultimo pacchettino e siamo andati a dormire.

La mattina del grande giorno.  

La mattina dell’otto settembre, mio figlio si è alzato più presto del solito. E’ corso giù per le scale, è entrato in soggiorno e ha iniziato a gridare “Papà! Mamma!!! La mia Schultüte è bellissima! Sono felice! Dobbiamo prepararci! Io inizio la scuola! Scendete!”. Ma erano solo le otto! A causa del Corona virus, la scuola ha scaglionato gli ingressi e il nostro era previsto alle 10:15! CALMA! Abbiamo fatto colazione tutti insieme e intanto abbiamo ribadito il concetto di Schultüte “La devi portare a scuola, la mostrerai ai tuoi nuovi compagni ma non dovrai aprirla. La riporterai a casa e l’apriremo insieme! Tutto chiaro?!” e lui “Si! Sono pronto per il giorno più bello della mia vita!”. Che cucciolo!

L’arrivo alla scuola.

Puntuali come genitori in ANSIA, siamo usciti di casa in anticipo! Arrivando a scuola abbiamo iniziato a vedere genitori con gli abiti tradizionali, bambine con il Dirndl e coloratissime Schultüten, c’era chi era in giacca e cravatta e chi come noi aveva scelto un abbigliamento elegante ma non bavarese.  Nell’attesa del nostro turno abbiamo chiaccherato con gli altri genitori, fino a quando alle 10:15 la maestra senza mascherina e tutta sorridente, si è presentata all’ingresso e ci ha invitati ad accompagnare i bambini nel grande giardino davanti all’ingresso della classe. Ad attenderci c’erano altre due maestre assegnate alla stessa classe, più otto bambini di seconda e otto bambini di terza. Trattandosi di una scuola Montessori, ogni classe è formata da bambini di tre età diverse. Appena ci siamo messi tutti in cerchio, le maestre hanno iniziato a suonare la chitarra e a cantare una canzone di benvenuto per i nuovi alunni. Al termine della canzone, abbiamo applaudito tutti e una delle tre maestre ha iniziato un discorso di benvenuto in cui ha parlato sia delle emozioni dei bambini che delle nostre come genitori. In tema di grandi cambiamenti, ci ha spiegato (ma già lo sapevamo) che ad ogni nuovo alunno è stato assegnato un “tutor” del terzo anno che avrà il compito di spiegare il funzionamento della scuola e si renderà  disponibile per ogni dubbio o problema. Ognuno degli otto piccoli tutor aveva in mano un girasole (vero) come dono per i nuovi arrivati. Ogni tutor si è presentato, poi ha chiamato il nuovo alunno per nome, e lo ha aiutato a portare in classe la cartella o la Schultüte. Un modo per comunicare un messaggio importante “Non sei solo, se hai bisogno io ci sono. Lavoreremo in gruppo”. E così mio figlio si è affidato al suo tutor e senza nemmeno girarsi un secondo verso di noi, è entrato fiducioso in classe.

L’uscita da scuola.

All’orario previsto, lo abbiamo visto spuntare dal giardino. Si sbracciava! I giornalisti stavano facendo le foto di rito per pubblicarle sui giornali locali. Foto per cui avevamo dato il consenso, naturalmente. Mio figlio era felicissimo per tutto e io onestamente speravo che apprezzasse la nostra scelta. Questa scuola è immersa nel verde, ai margini di un bosco. A parte l’architettura meravigliosa, ogni aula è gigante e si affaccia su un giardino che finisce in una macchia di foresta bavarese. Il materiale didattico è praticamente tutto in legno, pietra e corde naturali. Avrò certamente modo e tempo di scrivere di questa nostra scelta “alternativa”. 

La celebrazione tutta italiana.

Da buoni italiani per celebrare non potevamo che scegliere di mangiare bene. Per l’occasione avevamo riservato un tavolo per pranzare sulla terrazza del Castello di Grünwald. Ristorante italianissimo (e stellatoh) dove abbiamo mangiato pesce, incantati dalla vista della foresta e da pietanze cucinate divinamente. Ci siamo sentiti coccolati, ma soprattutto sentivamo di meritarcelo.

A fine giornata.

Ma quel che davvero ci ha scaldato il cuore è stato il commento di nostro figlio sulle insegnanti e i nuovi compagni. Dopo 5 anni di kindergarten in tre scuole diverse, oggi mio figlio di soli sette anni ci ha detto: “In tanti anni di Kindergarten ho incontrato solo maestre che urlavano per sgridarci, che non erano gentili e non ascoltavano. In questa scuola le maestre non alzano la voce, se qualcosa non va ce lo dicono con voce normale. Ci ascoltano e se ho bisogno o non ho capito, posso chiedere! Non è incredibile?! Finalmente qualcuno gentile vicino a me, sono davvero felice!”

Che dire, io mi sono commossa. Non avete idea di cosa abbia significato per me e mio marito ascoltare queste parole. Chi di voi segue il blog, sa bene quanto ho sofferto l’assurdo approccio all’infanzia che ho testimoniato in questi lunghi anni. Approccio pedagogico e politico per il quale ho lottato e discusso mille volte.

Noi continueremo a monitorare la situazione, e ad essere presenti nella vita anche scolastica di nostro figlio. Ci fidiamo, ma mai ci affideremo ciecamente. I figli restano la priorità per noi.

Vi saluto con una frase che ho trovato incisa su un muro: “ Le radici di ogni pianta cercano tra le molte sostanze che il suolo contiene, solo quelle di cui la pianta ha bisogno”. Cit. Maria Montessori

Alla prossima avventura,

Lara G.

4 pensieri riguardo “Cronaca di un giorno perfetto”

  1. Vi auguro tantissimi giorni pieni di amore e gioia ❣️ Vi seguiamo con affetto e stima, Lara, grazie per permetterci di partecipare alla Vostra quotidianità attraverso i Tuoi articoli. I Salvati

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