La prima pagella Montessori

Una fresca mattina di luglio, la maestra di mio figlio ha consegnato delle grandi buste bianche a tutti i bambini. “Queste buste, molto presto conterranno una bellissima sorpresa per ognuno di voi. Vi chiedo di colorarle come più vi piace, di scriverci il vostro nome e di restituirmele”. Mio figlio che ama gli arcobaleni si è subito cimentato nel disegno. Il giorno successivo le maestre con una piccola cerimonia hanno consegnato ad ogni bambino le buste colorate contenenti le pagelle, e vi dirò che io ero davvero curiosa di leggerla!

Prima di parlarvi del contenuto, ritengo sia giusto fare una premessa. Come molti di voi già sanno, qui in Germania col metodo Montessori è possibile fare tutta l’intera carriera scolastica dal nido fino all’Abitur (Diploma di scuola secondaria di secondo grado). Tale metodo, che avrò certamente modo di raccontarvi in maniera più approfondita nei prossimi post, non prevede l’utilizzo di voti o numeri da associare alle prestazioni degli studenti. Questo non significa che la didattica non abbia precisi obbiettivi da raggiungere, anzi! Le insegnanti formate con questo metodo, non hanno “solo” la funzione di accompagnare i bambini al raggiungimento degli obbiettivi, ma hanno il difficile compito di trovare per ogni singolo bambino il metodo di apprendimento più efficace per imparare. Il motto montessoriano “Aiutami a fare da solo” si concretizza giorno dopo giorno con l’ausilio di materiale di inestimabile valore didattico ed educativo.

Ma torniamo alla busta arcobaleno e al suo contenuto :

1. Un diplomino per il grande impegno dimostrato durante le lezioni di Didattica A Distanza. Periodo, quello della Didattica A Distanza che non auguro a nessuno, perché è stato davvero duro! Mio figlio inizialmente pensava che la DAD fosse una punizione. Ogni giorno ci domandava “Ma cosa ho fatto di male per non poter più stare coi miei compagni?”. Poi è passato alla fase delle lacrime, in quanto sentiva moltissimo la mancanza della maestra e dei compagni. Si rifiutava di giocare e studiare online coi compagni, ci diceva “Rivoglio la mia vita di prima!”. Ma anche per noi genitori è stato un periodo molto impegnativo. Abbiamo dovuto guidarlo e sostenerlo, aiutarlo a preparare il materiale, a tenerlo in ordine, siccome era molto demotivato e triste. Non avevamo alternative, se non adeguarci tacitamente. Abbiamo inviato fotografie di tutti i lavori svolti, abbiamo partecipato a diversi Stammtisch online (incontri informali tra genitori) durante i quali ci facevamo forza a vicenda. Per non parlare degli incontri online con le maestre che, per la cronaca, sono sempre rimaste a disposizione delle famiglie anche in orari improbabili, dimostrando una capacità di adattamento e una determinazione notevole.

2. Un certificato con le coppe ottenute con “Anton”, una piattaforma di apprendimento online. Da inizio Pandemia, la nostra scuola Montessori , ha messo a disposizione di tutti gli studenti, una piattaforma on-line per Tedesco, Inglese, Matematica e Scienze Naturali, dove è possibile esercitarsi a diversi livelli, sia singolarmente che con i compagni di classe. Le maestre hanno un codice di accesso speciale e possono seguire a distanza tutte le attività svolte dagli alunni, che normalmente sono motivati a continuare gli esercizi perché raccolgono coppe e monete virtuali per accedere ai livelli successivi. Devo dire che mio figlio ha apprezzato moltissimo questa opzione tecnologica interattiva per esercitarsi.

SENZA RELAZIONE, NON ESISTE UN METODO CHE POSSA ESSERE EFFICACE.

3.Un tema su mio figlio scritto dalle sue insegnanti. Quando io e mio marito abbiamo preso in mano questo lunghissimo documento, lo abbiamo letto in silenzio. La nostra prima reazione è stata “Ma lo abbiamo scritto noi?”. In quel momento abbiamo realizzato quanto le maestre e la pedagogista siano in stretta relazione con gli alunni. In questo documento è emerso nostro figlio, in ogni più piccolo dettaglio della sua personalità. Un tema che lo descrive non solo nel ruolo di studente soffermandosi su ogni materia, ma lo descrive come persona all’interno della comunità. Una persona che sta crescendo.

Ora siamo più che mai convinti di aver scelto la scuola giusta per lui.

Lara G.

Cronaca di un giorno perfetto

Per la tradizione tedesca, il primo giorno di scuola della prima elementare deve essere una GRANDE festa per i bambini. Le famiglie con figli che si preparano ad iniziare la scuola, iniziano a fare piani ed acquisti già diverse settimane prima! Ma qual è il vero simbolo dell’inizio della carriera scolastica in Tedeschia? La Schultüte! La Schultüte è sostanzialmente un grande cono di cartone, che si può acquistare o costruire, e che, prima dell’inizio della scuola, va personalizzato a seconda dei gusti del bambino. Continua a leggere “Cronaca di un giorno perfetto”

Un argomento tabù

Da inizio anno ho aderito ad un progetto scolastico di cui vi racconterò più avanti, e un pomeriggio mi sono ritrovata in una classe di quarta elementare di una scuola pubblica bavarese. Mi sono seduta tra i bambini e ho spiegato loro che saremmo stati insieme per un’oretta. La mia presenza li aveva incuriositi e anche un po’ preoccupati, così mi sono presentata e ho aggiunto “Non dobbiamo fare test. Non vi darò dei voti. Possiamo giocare insieme, per esempio con le costruzioni di legno. Che ne pensate?” e loro “JAAAA!!!!”. Così ci siamo seduti tutti in cerchio, Continua a leggere “Un argomento tabù”

Ma io sono qui e non mi arrendo

Oggi abbiamo finalmente firmato il contratto per la Vorschule. Sapete che non mi sembra vero! Della Vorschule vi avevo parlato nel post In Germania iniziare la scuola a sette anni è un’opportunità, ma non ho mai scritto delle difficoltà che abbiamo incontrato per dare a nostro figlio questa opportunità. Si, perché di ostacoli ne abbiamo trovati tanti. Continua a leggere “Ma io sono qui e non mi arrendo”

In Germania iniziare la scuola a sette anni è un’opportunità

Come alcuni di voi sanno, sono la mamma di un bambino nato in settembre e che quest’anno compirà 6 anni. Fin dalle prime riunioni al Kindergarten, le educatrici ci parlarono dell’opportunità in Germania di iniziare la scuola a sette anni. Sottolinearono più volte quanto, secondo gli studi tedeschi, i bambini che iniziano la scuola a sette anni, abbiano più possibilità di avere successo nella carriera scolastica. Sarà vero? Naturalmente si tratta di statische, fatto sta che è uno studio interessante.

Devo ammettere che fin da subito, l’idea di rinviare di un anno l’inizio della scuola per mio figlio, ci ha entusiasmati. Un po’ perché, onestamente, non abbiamo mai capito la fretta di alcuni genitori di mandare i figli a scuola, quasi fosse una gara a chi comincia prima. Un po’ perché essendo nostro figlio bilingue, ci siamo chiesti se non fosse il caso di approfondire lo studio del tedesco prima di iniziare la scuola. Infine,  se dovesse iniziare quest’anno, si ritroverebbe ad essere il più piccolo della sua classe, il che, visti i ritmi delle scuole bavaresi, non sarebbe certo un vantaggio per lui, anzi. Continua a leggere “In Germania iniziare la scuola a sette anni è un’opportunità”

Prima elementare, istruzioni (dettagliate) per l’uso

Questa settimana io e mio marito abbiamo partecipato ad un’Elternabend (una serata informativa per Genitori), in questo caso organizzata della scuola elementare del nostro quartiere. Come già sapete, mio figlio ha compiuto cinque anni lo scorso settembre, e da quel momento ha iniziato una vera e propria trafila burocratica fatta di visite, analisi, test. Il tutto allo scopo di verificare SE sia pronto ad affrontare la prima elementare di una scuola pubblica in Germania.

Siamo solo a gennaio, e mio figlio è già stato sottoposto a tre diversi test cognitivi, l’ultimo è durato un’ora e quindici minuti. A questi aggiungiamo le visite di controllo agli occhi, il test dell’udito e almeno quattro incontri su pedagogia e, in generale, su come preparare i propri figli alla prima elementare. I test non sono ancora finiti, ce ne saranno altri, così come le riunioni. Ecco com’è andata questa volta. Continua a leggere “Prima elementare, istruzioni (dettagliate) per l’uso”

Io “Sponsor” in Tedeschia

Se c’è una cosa che ho imparato da quando vivo in Germania, è che l’argomento Geld (soldi) è molto sentito dalle famiglie tedesche. Mentre in Italia una famiglia in difficoltà è quasi a disagio ad esternare i propri bisogni, per la cultura tedesca è invece importante farlo presente a chi di dovere per poter ricevere aiuto, soprattutto se si parla di scuola e formazione culturale. Continua a leggere “Io “Sponsor” in Tedeschia”