Due chiacchere sull’integrazione

Rientrando da una passeggiata con delle amiche mi sono ritrovata sul pianerottolo con la mia vicina di casa. Ci capita spesso di chiaccherare, lei è originaria del nord della Germania e a dirla tutta, non ha mai espresso opinioni molto positive sul vivere in Baviera. Non so perché ma ogni volta si stupisce del mio entusiasmo.

Il mio tedesco sta lentamente migliorando, così stamattina ho colto l’occasione per approfondire, visto che lei mi chiede sempre come procede la mia integrazione in Baviera, le ho chiesto: “E la tua integrazione come va?”. Lei ridendo: “Fai bene a chiedermelo perché io non sono bavarese, sono tedesca.” Continua a leggere “Due chiacchere sull’integrazione”

Tra boschi e foreste, cresce la voglia di stare all’aperto

Fin dai primi giorni a Monaco mi sono resa conto di quanto la natura e gli spazi all’aperto siano importanti per i bavaresi. Per me che sono cresciuta nelle campagne piemontesi e successivamente montagnina d’adozione, il trasferimento in Tedeschia è stato la realizzazione di un sogno: regalare a mio figlio un’infanzia all’aria aperta. Continua a leggere “Tra boschi e foreste, cresce la voglia di stare all’aperto”

Serata genitori? Nein bitte nicht!

Un pomeriggio al kindergarten mi sono ritrovata di fronte alla bacheca scolastica, così mi sono letta una breve lettera ai genitori in cui si leggeva chiaramente: “Siete tutti invitati all’Elternabend, una serata di rilassanti chiacchere al ristorante della piscina”. Io e mio marito che abbiamo ben compreso quanto qui sia importante partecipare ed essere presenti ad ogni iniziativa, ci siamo presentati belli carichi di buoni propositi e ottimisti sull’evolversi della serata. Anche perché diciamocelo, quanti problemi può generare un asilo? Ecco mettetevi comodi perché pare che per i tedeschi non ci sia niente che funzioni, ma niente di niente! Continua a leggere “Serata genitori? Nein bitte nicht!”

Vedere oltre la collina

Il compito di un genitore è di essere la persona che riesce a vedere oltre la collina. James L. Hymes

Un pomeriggio come tanti di inizio febbraio, mi sono presentata al Kindergarten per prendere mio figlio, niente di strano se non fosse che mio figlio non c’era, era scomparso.

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Non abbassare mai la guardia!

Quando si vive all’ estero, l’attenzione per i propri figli è decisamente più alta. Questo perché può capitare di incontrare persone non preparate sul bilinguismo,  e seguirli in un sistema scolastico che non si è vissuto in prima persona è impegnativo. Ogni giorno c’è una novità, un nuovo cartello da tradurre, una festa incomprensibile da organizzare, abitudini e tradizioni che non ci appartengono ma che gradualmente diventano anche nostre. E poi ci sono le richieste delle educatrici, che devo ammettere di richieste ne fanno poche nel nostro caso, ma vanno tutte attentamente ponderate. Per esempio questa volta abbiamo risposto: “No, non siamo d’accordo”. Per la prima volta ci siamo imposti, perché l’educazione al bilinguismo è una cosa seria. Continua a leggere “Non abbassare mai la guardia!”

Dacci oggi il nostro contributo quotidiano

Immagine tratta da Internet

Questa settimana quando ho aperto la cassetta delle lettere mi sono sentita male. Tra i soliti depliant dei supermercati spiccava una busta bianca con scritto Katholisches Kirchensteueramt Muenchen, l’Ufficio delle Tasse della Chiesa Cattolica Tedesca. Non nascondo che ho aperto la busta con una certa ansia, e si purtroppo la Chiesa vuole altro sangue, e noi davvero non ne possiamo più. Per chi di voi non avesse seguito le nostre vicessitudini con le Tasse sulla Religione, le riassumo brevemente. Continua a leggere “Dacci oggi il nostro contributo quotidiano”

Tutto il cuore di una mamma expat

Questo post lo dedico a tutti quelli come me, che sono genitori e hanno fatto la scelta di vivere in terra straniera. Per quanto se ne dica, attraversare i confini tenendo per mano i propri figli, è un’esperienza che richiede davvero coraggio. Continua a leggere “Tutto il cuore di una mamma expat”

Il Compagno di bagno.

Io e mio marito stavamo percorrendo il corridoio che porta all’ufficio della preside, quando eccola spuntare dalla cucina con tanto di grembiule e guanti. Noi siamo rimasti un po’ interdetti nel vederla tra i fornelli, ma la preside sorridendo ci ha detto “Buongiorno! Oggi l’aiuto cuoca non sta bene e la sostituisco io, voi tutto bene?” . La preside del Kindergarten che frequenta mio figlio è una tosta, è tatuata e veste in modo piuttosto alternativo. Quando ero in Italia immaginavo una direttrice tedesca stile la signorina Rottenmeier di Heidi, invece mi ritrovo a parlare di pedagogia con la versione bavarese della Pina di Radio Deejay. Che svarione! Continua a leggere “Il Compagno di bagno.”