Consigli utili per Spostamenti in Zone Turistiche!

E’ tempo di vacanze, viaggi, sole insomma è finalmente estate!

Da anni seguo diversi blog di mamme, mi diverte leggere le avventure di altri genitori, ma quando si tratta di vacanze con figli… Molte inneggiano all’ottimismo, quanto sia figo spostarsi coi piccoli, leggevo frasi come ‘si può viaggiare benissimo anche da genitori’ o addirittura ‘coi figli ti

immagine tratta da internet

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godi di più il viaggio!’, insomma pare che per molte mamme le vacanze coi figli siano il top del relax ,ora che anch’io sono madre, posso finalmente dire la mia: Godetevi le vacanze finché non avete figli perchè poi non si possono più chiamare vacanze, ma semplicemente

“Spostamenti in Zone Turistiche”!

Per quanto mi riguarda, penso che con i bambini sotto i tre anni non ci siano grandi alternative, a meno che abbiate partorito ‘il bambino vegetale’ quello che dove lo metti sta, che si lamenta poco e si muove a rallentatore, intanto avete tutta la mia invidia e poi è chiaro col bambino vegetale si può girare il mondo! Io sono madre di un duenne che passa la maggior parte del tempo a cercare di uccidersi e il restante tempo a distruggere quel che gli capita sotto mano. Se poi c’è silenzio in casa mi assale un senso d’ansia, ieri l’ho beccato mentre sorseggiava l’acqua del water, altro che Terme!

Difficile quindi dare dei consigli, ecco io per spostarmi nelle Zone Turistiche mi organizzo così, magari il mio piano d’attacco può essere utile a qualche neogenitore.

Quando pianifico il viaggio? Last Minute? Magari! Qualsiasi cosa accada quando si hanno figli ci sono costi aggiuntivi sia per il viaggio che per soggiornare e per accedere alle offerte migliori bisogna partire in anticipo, a volte anche di mesi! La ricerca on line può durare giorni.

Come viaggiare? La mie mirabolanti esperienze di viaggi aerei con figli le avete già lette (Com’è dura l’avventura), proprio per questo cerco di scegliere tragitti corti al massimo 4 ore di volo, con un bambino da intrattenere in uno spazio angusto sono già tantissime! L’auto è una buona alternativa, preferisco viaggiare di notte, facciamo meno soste e passa più in fretta.

Dove? In un luogo dove sia possibile farlo stancare! Dove ci siano zone gioco attrezzate, dove possa correre, fare attività meglio se con altri bimbi. Il motivo è semplice, se il bambino si annoia o sfortunatamente non si stanca, sono cavoli amari! Inizia a lagnarsi e può andare avanti per ore, i bambini sono instancabili anche da questo punto di vista! Se pensate ad un villaggio o ad una crociera ricordatevi di verificare da quale età potete usufruire del babysitting gratuito, spesso solo dopo i tre anni compiuti. E poi ricordatevi l’accoppiata magica: più si stancano, più dormono!

E’ giusto farsi supportare? Se si ha un buon rapporto coi nonni si può pensare ad una vacanza collettiva, ci si ricava qualche ora libera, e magari si risparmia dividendo le spese, perchè no? Forse è l’unico modo per riuscire a rimanere sulla sdraio più di 3/4 minuti consecutivi. Assicuratevi che i nonni siano in salute, altrimenti rischiate di aggiungere ‘badante’ alla lunga lista di cose da fare! Io personalmente non amo coinvolgere i parenti, non voglio correre il rischio del ben che minimo malumore. Si perchè a volte, non sempre, i nonni bonariamente ci ricordano che sono più capaci di noi a crescere i bambini e a me bonariamente girano le scatole e ne faccio a meno!

Quanto deve durare? Io suggerirei almeno due settimane, i bambini sono abitudinari e ci vuole qualche giorno perchè ‘prendano il giro’, una settimana vola via veloce, almeno due per tirare il fiato, tre sono il top!

Cosa portare? Il meno possibile! Con i bambini piccoli difficilmente si finisce ad un gran galà, ma un cambio per evitare di uscire di casa coi vestiti sporchi di vomito mi sembra il minimo sindacale. Più viaggio e meno porto! Dai valigioni di quand’ero ragazzina sono passata alla microvaligia che mi faccio bastare per una settimana. Non sono certo un esempio di mamma fashion, e invece di pensare alle scarpe ho imparato a godere delle piccole cose, come ad esempio, imboscarmi per leggere un libro o scrivere il mio diario, fino a quando sento l’urlo “mammaaaa bitteeee!!!” e ricomincia tutto da capo! Si avete capito bene, alla soglia dei quaranta sono costretta ad imboscarmi per 5 minuti di quiete, che un po’ mi vien da ridere ma intanto…

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