Com’è dura l’avventura!

immagine tratta da internet

Eccomi tornata dopo due settimane italiane.

Ho bevuto tutti i cappuccini possibili, mi sono scofanata tanta pizza, ho usato il bidet ad ogni occasione, insomma ho fatto il pieno de Le 10 cose che ci mancano, ho rivisto la mia famiglia e alcuni amici, non tutti purtroppo, ma recupererò!

I miei spostamenti in Italia avvengono per lo più in aereo, io e mio figlio viaggiamo sempre con Air Dolomiti di Lufthansa che si occupa del tratto Monaco – Torino. Il viaggio è breve, più o meno 60 minuti, insomma il tempo di leggersi un quotidiano e sorseggiare un drink…come no!

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Il calvario di una mamma in viaggio con passeggino, borsa pannolini e valigia comincia all’areoporto. L’inizio è  senza intoppi, si va diretti verso l’area famiglie per check-in agevolato, tutto liscio, tranne per i controlli di sicurezza, dove praticamente resto solo in pantaloni e maglietta e fanno togliere giubbino e scarpe anche al piccolo.

Seguono i controlli anti-droga al passeggino e al biberon, l’ultima volta mio figlio si è rifiutato di consegnare il suo pupazzo, c’è un limite a tutto! Perdo un quarto d’ora a ricomporre il tutto, mentre lui si è già affezionato a chiunque lo tenga in braccio; guarda incuriosito il monitor luminoso e scoppia una tragedia per portarlo via.
Parto sempre dallo stesso Gate e la formazione si ripete, posti a disposizione sono 120 e sono occupati da : 80 uomini con valigetta, 1 mamma,1 bimbo, 2 hostess e spero i piloti. Dopo un ulteriore controllo del passaporto, saliamo sul pullmann per arrivare sotto dell’aereo. A quel punto devo lasciare mio figlio a un tecnico, smontare il passeggino, consegnare la valigia, riprendere il bambino e salire la ripidissima scaletta. Ma eccoci finalmente in aereo, ci riempiono di regali come puzzle, astucci, marionette, biscotti, album da disegno, matite, ogni volta sono diversi e finoscono regolarmente sotto i sedili nel giro di pochi minuti.
Al contrario della scuola, in aereo i posti in fondo restano sempre vuoti per il rumore, così di solito ci andiamo noi. Mio figlio non paga ancora per un posto a sedere, viaggia in braccio, legato da una sorta di cintura accessoria. Mi salta sulle ovaie, sgomita perché vorrebbe muoversi, urla, ride, ha sbalzi ormonali come una donna incinta. Credetemi, mi mette a dura prova.
In quota fa regolarmente la cacca o tantissima pipì, l’hostess mi indica sempre il bagno dove sostiene ci sia un fasciatoio, che tenerezza mi fa. E’ evidente che non ha il senso della misura.
Il fasciatoio è una specie di nicchia tipo Dolce Forno della Harbert, mio figlio va per i 14 kg e scalcia come un cavallo dopato, ed è impensabile infilarlo li dentro. La prima volta ci ho anche provato e col piedino ha suonato l’allarme due volte! Di solito lo cambio sui sedili, sperando non abbia pipì di riserva.
Servono da bere e portano da mangiare, molto bene! E io? La creatura si mangia tutto quello che mi danno e a me restano solo i plasmon! L’ultima volta ho osato chiedere un bicchiere di Coca-Cola, l’ho bevuto in equilibrio col braccio per aria, intanto lui, si è slacciato la cintura, ha afferrato la bottiglia della birra del vicino e ha iniziato a correre nel corridoio, risultato? l’hostess mi ha tirato le orecchie “Non è una buona idea lasciarlo nel corridoio!” mi ha detto, ma va???? Volevo solo bere!
Come in ogni buon film dell’orrore, il peggio è sul finale! Tutti escono, mentre io sto ancora raccogliendo pezzi in giro sotto i sedili, devo vestirmi, vestire lui e intanto il pullman aspetta solo noi, che dobbiamo scendere dalla scaletta sempre più ripida, ricomporre il passeggino, legare il criminale che urla “papaaaà!!!” mentre lo strappo dalle braccia dello stewart in imbarazzo.
Ma no tranquilli, non è impegnativo viaggiare in aereo con bambini piccoli, io per esempio ci impiego solo tre giorni a riprendermi! Per fortuna tra tutti questi managers c’è sempre qualche anima pia che mi aiuta con i bagagli.
Per queste ed altre mirabolanti avventure vi aspetto sulla mia pagina Facebook IntantoinTedeschia.com
Riguardo ai viaggi aerei penso che quello dei miei genitori ottantenni per la prima volta in volo, sia in assoluto il migliore! Expat. La prima volta dei miei genitori

13 pensieri su “Com’è dura l’avventura!

  1. Ahahahah! Non avevo ancora letto questo tuo post! Decisamente vivido! Immagino il “piccoletto” 🙂 Comunque a me che viaggio su Lufthansa non danno tutti quei regali di cui parli! Cercherò di capire se airdolomiti si spinge fino al centro italia! Ma sul cibo concordo, mai una volta che lo mangio io… E mai una volta che mi diano due pezzetti di torta invece che uno solo!

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  2. Ciao! Ti capisco molto bene anche se le ore sono 8/9 ma non capita spesso e non viaggio mai da sola! Aiuto! povera te! Nel mio blog c’e’ una rubrica sulla Baviera..ti va di dare un’occhiata? Intanto inizio a seguirti che da quel poco che ho letto mi sei simpatica e il blog mi piace!

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  3. Ma Alessandra figurati! Ho visto che ti piace scrivere lunghi post e mi rendo semplicemente conto che da quando sono madre leggo meno e diversamente ma non con meno piacere e poi anche a me piace comunicare attraverso le immagini.
    L’America mi incuriosisce, mio marito ci è stato diverse volte per lavoro e per diletto mentre per me è un vuoto! Aspettiamo che il duenne abbia un’età gestibile e ci torniamo tutti insieme 🙂
    Complimenti
    Un abbraccio

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