Expat. La prima volta dei miei genitori.

C’è sempre una prima volta e questa volta è toccata a loro, i miei genitori  classe di ferro 1935. Quando gli dissi “mamma papà diventiamo expat, ci trasferiamo in Germania!” loro mi risposero tutti pimpanti: “Brava fate benissimo! Ma non credere di liberarti di noi, piuttosto prendiamo l’aereo per la prima volta!”.

La scelta Ecco fatto! Dopo mesi di consultazioni con gli amici al bar  si sono fatti coraggio e hanno prenotato i voli! Un pomeriggio mentre guardavano ammutoliti il telegiornale che trasmetteva la tragedia Germanwings, si sono ricordati di avere già i biglietti aerei in tasca! Malpensa-Monaco, ansia a mille! L’occasione speciale? il mio compleanno, in realtà volevano vedere il nipote e verificare se, come dicono i loro vicini di casa, in Germania gli italiani vivono da disperati e a guardare i Tg c’è poco da star sereni.

Malpensa, 6 giugno 2015. Per la prima volta sono entrati a Malpensa da viaggiatori, ma non erano soli. La mia riccioluta sorella si è subito offerta di accompagnarli in questa gita fuori porta, ufficialmente perchè aveva voglia di vederci, ufficiosamente per spingerli sull’aereo in caso di tentennamento! Mio padre e mia sorella hanno passato i controlli di sicurezza indenni, mentre mia madre che porta un busto ortopedico, è stata scansionata come un codice a barre! Le hanno fatto fare pure ginnastica, e mia sorella “mamma stai tranquilla, fai come ti dicono” e lei “tranquilla, sono come Pino la lavatrice, tu mi dici cosa devo fare e io lo faccio!” e giù a ridere!

50 minuti tra le nuvole. Da subito si sono dimostrati coraggiosi dichiarando “Paura? ma figuriamoci tanto abbiamo poco da vivere e per mio nipote vale la pena rischiare!”. Ma ecco che alla prima virata dopo il decollo, hanno subito tentanto di pilotare l’aereo imbracciando il sedile davanti tipo cloche. Durante il viaggio non hanno ne bevuto ne mangiato ammettendo di avere le stomaco un tantino chiuso. Atterraggio perfetto, e mentre sulla pista a fianco Obama salutava la congregazione bavarese, i miei genitori  sono scesi dall’aereo impettiti come due eroi nazionali e con sprezzo del pericolo hanno dichiarato:“tutto qui? ma a saperlo lo facevamo prima!”. Mitici!

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L’Epilogo. Nonni, zia e nipotino si sono incontrati all’areoporto di Monaco e come nelle migliori commedie d’amore, si sono abbracciati, dando inizio ad una super vacanza che vi racconterò…della serie con la giusta motivazione si può affrontare ogni paura!

NB: mia madre ha chiesto di specificare che lei è del 1941 non del ’35 come suo marito!

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Volete sapere cosa è successo dopo? Leggetevi anche…

I nonni bitte bitte Parte 1

I nonni bitte bitte Parte 2

I nonni bitte bitte Parte 3

4 pensieri riguardo “Expat. La prima volta dei miei genitori.”

  1. […] Seguono i controlli anti-droga al passeggino e al biberon, l’ultima volta mio figlio si è rifiutato di consegnare il suo pupazzo, c’è un limite a tutto! Perdo un quarto d’ora a ricomporre il tutto, mentre lui si è già affezionato a chiunque lo tenga in braccio; guarda incuriosito il monitor luminoso e scoppia una tragedia per portarlo via. Parto sempre dallo stesso Gate e la formazione si ripete, posti a disposizione sono 120 e sono occupati da : 80 uomini con valigetta, 1 mamma,1 bimbo, 2 hostess e spero i piloti. Dopo un ulteriore controllo del passaporto, saliamo sul pullmann per arrivare sotto dell’aereo. A quel punto devo lasciare mio figlio a un tecnico, smontare il passeggino, consegnare la valigia, riprendere il bambino e salire la ripidissima scaletta. Ma eccoci finalmente in aereo, ci riempiono di regali come puzzle, astucci, marionette, biscotti, album da disegno, matite, ogni volta sono diversi e finoscono regolarmente sotto i sedili nel giro di pochi minuti. Al contrario della scuola, in aereo i posti in fondo restano sempre vuoti per il rumore, così di solito ci andiamo noi. Mio figlio non paga ancora per un posto a sedere, viaggia in braccio, legato da una sorta di cintura accessoria. Mi salta sulle ovaie, sgomita perché vorrebbe muoversi, urla, ride, ha sbalzi ormonali come una donna incinta. Credetemi, mi mette a dura prova. In quota fa regolarmente la cacca o tantissima pipì, l’hostess mi indica sempre il bagno dove sostiene ci sia un fasciatoio, che tenerezza mi fa. E’ evidente che non ha il senso della misura. Il fasciatoio è una specie di nicchia tipo Dolce Forno della Harbert, mio figlio va per i 14 kg e scalcia come un cavallo dopato, ed è impensabile infilarlo li dentro. La prima volta ci ho anche provato e col piedino ha suonato l’allarme due volte! Di solito lo cambio sui sedili, sperando non abbia pipì di riserva. Servono da bere e portano da mangiare, molto bene! E io? La creatura si mangia tutto quello che mi danno e a me restano solo i plasmon! L’ultima volta ho osato chiedere un bicchiere di Coca-Cola, l’ho bevuto in equilibrio col braccio per aria, intanto lui, si è slacciato la cintura, ha afferrato la bottiglia della birra del vicino e ha iniziato a correre nel corridoio, risultato? l’hostess mi ha tirato le orecchie “Non è una buona idea lasciarlo nel corridoio!” mi ha detto, ma va???? Volevo solo bere! Come in ogni buon film dell’orrore, il peggio è sul finale! Tutti escono, mentre io sto ancora raccogliendo pezzi in giro sotto i sedili, devo vestirmi, vestire lui e intanto il pullman aspetta solo noi, che dobbiamo scendere dalla scaletta sempre più ripida, ricomporre il passeggino, legare il criminale che urla “papaaaà!!!” mentre lo strappo dalle braccia dello stewart in imbarazzo. Ma no tranquilli, non è impegnativo viaggiare in aereo con bambini piccoli, io per esempio ci impiego solo tre giorni a riprendermi! Per fortuna tra tutti questi managers c’è sempre qualche anima pia che mi aiuta con i bagagli. Per queste ed altre mirabolanti avventure vi aspetto sulla mia pagina Facebook IntantoinTedeschia.com Riguardo ai viaggi aerei penso che quello dei miei genitori ottantenni per la prima volta in volo, sia in assoluto il migliore! Expat. La prima volta dei miei genitori […]

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