Sbattezzarsi in Germania.

Questo post è dedicato a chi come me è italiano, battezzato, espatriato in Germania e non è credente.

Come già sapete all’atto della registrazione all’ufficio anagrafe tedesco, chiedono di dichiarare la propria religione, ma non a caso! A seconda del proprio credo viene applicato un prelievo direttamente sulla busta paga da destinare alla religione scelta. Io e mio marito siamo atei e come tali ci siamo dichiarati, ma non è bastato per evitare la tassa, che ci è stata ugualmente applicata, aggiungerei ingiustamente, se me lo consentite. I

sbattezzo in Germania

Immagine tratta da internet.

Perchè avviare la procedura di “sbattezzo”?  Molto semplice, in caso di ispezione all’ufficio buste paga dell’azienda per cui lavorate, se vi siete dichiarati atei, ma siete battezzati e non siete in possesso di un documento emesso dalla Chiesa Cattolica, che attesta la vostra volontà di non essere cattolici, rischiate di dover versare alla Chiesa tutti gli arretrati dal primo giorno di registrazione in Germania. In seguito ad un consulto con il nostro commercialista tedesco, abbiamo deciso di “sbattezzarci” definitivamente.

Da diversi anni seguiamo le attività dell’U.A.A.R. per chi non lo conoscesse è l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, sul campo da più di un ventennio a tutela dei non credenti, insomma vogliamo definirli esperti? io dico di si! Ecco i punti salienti della nostra uscita definitiva dalla Chiesa Cattolica:

  1. Abbiamo chiesto ai nostri genitori in Italia il Certificato di Battesimo, così da avere la data e l’indirizzo esatto delle nostre parrocchie d’origine. Se lo possedete già, meglio per voi! Altrimenti sappiate che si può far richiedere gratuitamente da un parente direttamente in parrocchia. Tempi di attesa minimi.
  2. Abbiamo scaricato la lettera di sbattezzo sul sito web ufficiale dell’UAARhttp://www.uaar.it cliccate qui per la lettera.
  3. Abbiamo aggiunto i nostri dati personali e per velocizzare abbiamo indicato sia il nostro indirizzo di residenza in Germania che un indirizzo dove risponderci in Italia, nel nostro caso quello di casa delle nostre famiglie.
  4. Abbiamo scansionato i nostri documenti d’identità per allegarli alle lettere.
  5. Abitando in Germania, abbiamo scansionato lettere firmate e relativi documenti ad amici in Italia che sono andati in posta e hanno inviato due raccomandate con ricevuta di ritorno (indirizzo di risposta sulla busta solo quello italiano).
  6. Come potrete leggere, la lettera dello sbattezzo U.A.A.R. cita, oltre alle Leggi anche dei tempi obbligatori entro i quali il parroco deve rispondere, nel nostro caso hanno rispettato i tempi.
  7. Le nostre famiglie hanno ricevuto le risposte dei due parroci, dell’avvenuta annotazione sul registro dei battezzati, ce le hanno scansionate ed inviate via mail. Gli originali li abbiamo recuperati al primo viaggio in Italia. Sulle lettere dei parroci è specificata la nostra volontà di non essere più considerati aderenti alla confessione religiosa denominata “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”. Inoltre hanno sottolineato che non potremo più accedere a nessun tipo di sacramento.
  8. Abbiamo inviato tutta la documentazione in un unico pdf all’ufficio paghe dell’azienda tedesca. Per tutta la documentazione intendo: copia della lettera firmata, copia tagliandini Poste Italiane, copia lettera del parroco e della relativa busta.
  9. Dall’azienda hanno risposto che, viene sospeso in modo definitivo il pagamento della tassa religiosa, e in caso di ispezione sottoporrando i documenti italiani che gli abbiamo inviato a prova della veridicità della nostra dichiarazione fiscale.

Se invece all’atto della registrazione all’ufficio anagrafe tedesco vi siete dichiarati cattolici, pensando che la cosa non avesse peso e solo successivamente ve ne siete pentiti, potete rivolgervi al vostro Comune tedesco di residenza. Chiedete all’ufficio informazioni dov’è l’ufficio che si occupa della religione, portatevi un documento d’identità e con circa 15€ euro avvieranno la procedura. Il vescovo tedesco scriverà le vostre intenzioni al vescovo della regione italiana dove siete stati battezzati, e arrivata la conferma dall’Italia dello “sbattezzo” sarete tranquilli. Questa procedura, che ho riassunto brevemente, non è fattibile se, come nel nostro caso, ci si è dichiarati atei fin dall’inizio, almeno questo è ciò che ci hanno spiegato in Comune.

Spero che la mia personale esperienza vi sia utile, se avete usato altre procedure scrivetele nei commenti. Se volete ricevere aggiornamenti direttamente dal mio blog, potete iscrivervi o seguirmi sulla mia pagina Facebook intantointedeschia.com

7 pensieri su “Sbattezzarsi in Germania.

  1. Ciao, mi hai sollevato dei dubbi. Noi ci siamo dichiarati atei alla registrazione in comune e continuiamo a dichiararci tali nella dichiarazione dei redditi congiunta, quindi non paghiamo le tasse religiose. Il commercialista non mi ha mai chiesto una “prova di sbattezzo”, come mai ve ne siete preoccupati? Mi sembra molto strano che, per esempio, l’azienda in cui lavora mio marito si interessi di andare a cercare se e in quale parrocchia è stato battezzato. Io sono lib. professionista, quindi dovrei autodenunciarmi :P.

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    • Chiara non è stata l’azienda a sollevare il problema, e nemmeno il commercialista, ma il fisco in seguito ad una verifica fiscale all’ufficio paghe. Il fisco ha deciso che non essendoci prova di “sbattezzo” risultiamo cattolici e dobbiamo pagare. Il commercialista tedesco ci ha indicato come unica strada lo sbattezzo per interrompere i pagamenti. Spero di essere stata chiara. Riguardo alla tua posizione di libera professionista non ho alcuna esperienza, mi dispiace.

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  2. elidia ha detto:

    Ciao. .e per me come funziona? Io sono stata battezzata da neonata come cattolica, ma poi mi sono convertita all’evangelismo..arrivata in Germania ci siamo iscritti come “evangelici” .. ho notato infatti circa.60 € detratti dalla mia busta paga per la chiesa…oltre al fatto che non sapevo fosse di prassi pagare , ma a quale chiesa vanno i miei soldi?? Non c è un modo per non dover essere tassati? Oltre ovviamente disconoscere la propria religione? Grazie

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    • Ciao Elidia, ipotizzo che essendoti tu dichiarata di religione evangelica, i tuoi soldi siano destinati alla Chiesa Evangelica. Non sono a conoscenza di un altro modo per non pagare la tassa religiosa se non lo sbattezzo. Un caro saluto

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    • ciao Luca,
      dunque, quando noi ci siamo trasferiti e ci siamo registrati all’ufficio anagrafe, mio figlio aveva pochi mesi ma l’impiegata ha insistito per sapere la sua religione. Noi ci siamo dichiarati “senza religione” tutti e tre (mio figlio non è battezzato). Riguardo alla tua domanda: Ipotizzo si possa fare, ipotizzo che la tassa religiosa sui figli sia comunque a carico dei genitori. Ma sottolineo, la mia è solo un’ipotesi. Altrimenti perché insistere nel chiedere se mio figlio era religioso anche con genitori atei?
      Quando avrai “un eventuale figlio”, se nel frattempo vi sarete sbattezzati, ti consiglio di consultare il tuo commercialista per non incappare in qualche errore burocratico.
      Buona serata, Lara

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