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Imparerai insegnando. E imparando insegnerai.

Oggi quando sono arrivata al Kindergarten l’educatrice di mio figlio mi ha chiesto se avevo cinque minuti per parlare, ovviamente ho risposto subito di si. Ho pensato oddìo cos’ha combinato? Lei era seria ma tranquilla ed è andata dritta al sodo: “Oggi suo figlio ha rotto un giocattolo e lo ha fatto volutamente.” E continua con la descrizione dell’accaduto, io mi sono detta molto dispiaciuta e disponibile a pagare per comprare un giocattolo nuovo alla scuola, pensavo di chiuderla con :”Prenderò appuntamento con la preside per risarcire il danno”. Lei è rimasta stupita della mia reazione, insomma ero disposta a mettere mano al portafoglio come penso sia normale e invece ho ricevuto una bella lezione di civiltà…

Mi ha guardata fissa negli occhi e con fare gentile mi ha chiarito: “Ma noi non vogliamo i soldi, noi le chiediamo di più.” Ero basita. “E cosa volete?” e lei: “Noi siamo educatori, i soldi non sono una merce di scambio coi bambini. Noi le chiediamo di andare a casa, e se possibile anche in presenza del papà, dovreste parlare con vostro figlio di quanto accaduto oggi. Bisogna spiegargli con poche parole ma chiare che oggi lui ha rotto un gioco che era di tutti, e ha sbagliato. Pertanto deve scegliere uno dei suoi giochi e donarlo alla scuola. Non importa il valore economico del gioco che lui sceglierà, ma con quel gioco deve arrivare lunedì a scuola, deve scusarsi e consegnarmelo. Lui deve capire fin da oggi che se danneggiamo ciò che è di tutti, danneggiamo prima di tutto noi stessi. Questo è il significato di collaborazione tra insegnanti e genitori, così lo educhiamo.”

Sono rimasta molto colpita da questo modo di affrontare il problema, io ero banalmente disposta a pagare e a fare una ramanzina e invece, anch’io oggi ho imparato una cosa importante: Ho compreso finalmente cosa intendono i tedeschi per collaborazione insegnanti/genitori.

Questa citazione descrive perfettamente il mio stato d’animo

Questo è l’apprendimento. All’improvviso capisci qualcosa che avevi capito da sempre, ma in un modo diverso.
Doris Lessing, Premio Nobel per la Letteratura

Intanto un camiocino arancione è già stato messo nello zainetto, e mio figlio lunedì andrà a fare il suo dovere.

Vi racconterò…

Lara G.

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7 pensieri riguardo “Imparerai insegnando. E imparando insegnerai.”

  1. non so se sono proprio così entusiasta di questa dimostrazione di civiltà. ti posso solo dire che dopo anni in cui ho sempre difeso tutto quello che veniva dalla Germania o dall ‘Austria (dove crescono i miei figli) mi sto accorgendo che crescono tutti in modo severo e poco spontaneo e da grandi diventano dei bei str…egoisti come la mia ex tedesca senza cuore e che pensa più a se stessa che al bene dei figli. Viva le donne italiane col cuore che ancora sanno amare i figli e i mariti. ..saranno apprensive ma meglio apprensive che di ghiaccio. E smettiamola di ammirare ‘sti tedeschi che per il resto non sanno fare altro che criticare e sentirsi superiori. La mia ex ha ricevuto un prestito dal padre per comprare l’auto e il padre LE HA FATTO UN CONTRATTO CON GLI INTERESSI!!ditemi dov’è il cuore qui.

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  2. Veramente un bel post, e un bel blog. L’ho scoperto da pochi giorni e mi sto leggendo tutti i tuoi post. Mi sono trasferito in Germania 8 anni fa, e nel mentre ho avuto due bimbi con una tedesca, quindi capisco benissimo il tuo punto di vista e mi immedesimo nei tuoi racconti (magari non in quello a proposito dell’estetista 😀) . Se vuoi leggere qualcosa sul punto di vista opposto, mia moglie ha iniziato da poco a scrivere un blog su come si vive sposati con un italiano! http://pizzawuerstel de. Ciao, Daniele

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  3. Ciao Lara! Bel post e bellissimo l’insegnamento tratto dall’educatrice di tuo figlio. In effetti se tanti ragionassero così, si potrebbe ridurre drasticamente il problema del vandalismo e della maleducazione. Deve essere però un concetto che si insegna soltanto alla scuola materna, perché invece, al Gymnasium, ho potuto constatare con non poca sorpresa, la difficoltà da parte degli insegnanti di educare i ragazzi alla non violenza verbale e al rispetto delle cose altrui. Dopo l’ennesimo atto di bullismo ai danni di mio figlio e del suo astuccio, il professore ha invitato il piccolo bullo a ricomprarlo e a restituirlo. Non credo fosse la strada più giusta per far comprendere che certi atti non devono essere compiuti e solo dopo una lunga e ferma lettera in tedesco di protesta ( scritta da mio marito ), abbiamo potuto verificare un intervento serio da parte della scuola. Abbiamo detto a nostro figlio di non accettare l’astuccio, perché era necessario far capire che i soldi erano l’ultima questione da considerare e anche se non ha ancora amici in classe e lo isolano, almeno hanno smesso di commettere angherie nei suoi confronti. Per ora.

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    1. Ciao Barbara, ho passato giorni senza connessione, ma eccomi qui. Grazie per aver condiviso la tua esperienza, il problema del bullismo sembra non avere mai fine purtroppo… Condivido in pieno la vostra decisione di non accettare l’astuccio. Spero davvero che per tuo figlio le cose possano cambiare in meglio. Vi auguro un felice natale. Con affetto, Lara

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