Educare alla gentilezza

Si discute molto sulle ore di religione e sulla loro reale utilità. Leggo spesso articoli che ipotizzano insegnamenti alternativi. Beh, vi dirò che nella scuola elementare Montessori frequentata da mio figlio, NON sono previste le classiche due ore di religione settimanali. Ormai da molti anni, si è scelto di rinviare lo studio vero e proprio della religione dal quinto anno in poi e, badate bene, solo se sono i bambini a volerlo. La motivazione è piuttosto semplice; bambini così piccoli non sarebbero comunque in grado di comprendere concetti così astratti, e scegliere di indottrinare ha sempre delle conseguenze. Si preferisce parlare in maniera approfondita di una sola religione a scelta, solo ad alunni più grandi e quindi più pronti e consapevoli, per questo si preferisce aspettare. Non dimentichiamo che la metodica montessoriana pone la consapevolezza delle proprie volontà alla base di tutta la didattica. Ed io naturalmente, mi sono chiesta: come si svolgono le ore di Ethik (o Etica)? Ma soprattutto che tipo di effetto possono avere le lezioni sui sentimenti o sul chiedere aiuto? Così ho preso in mano il programma, e parlando con mio figlio, di settimana in settimana, ho ricostruito questo progetto che a me piace chiamare: Educare alla gentilezza.

“Vi sono periodi nell’infanzia che, una volta sorpassati senza frutto, non possono venir sostituiti nei loro effetti.” cit. Maria Montessori

Inizio col parlarvi di quel che in tedesco viene chiamato Sich selbst begegnen, cioè incontrare se stessi. E’ una parte integrante di questo programma. Le insegnanti accompagnano i bambini in un percorso che li porta a scoprire, o meglio, ad iniziare ad indagare i propri punti di forza e le proprie debolezze, ed a distinguere ed affrontare i propri sentimenti, come per esempio la rabbia, il coraggio e la felicità. Il tutto attraverso la lettura di racconti significativi, video, recitazione ed esercizi di gruppo quali, ad esempio, disegnare dei quadrati su un foglio, scrivere all’interno di ogni quadratino un complimento, ritagliare tutti i quadrati e consegnare un complimento ad un compagno meritevole. Mio figlio aggiunse a quel racconto che la maestra spiegava che ” la gentilezza è importante perché può cambiare in meglio la vita di tutti”.

Un altro argomento trattato è la Freundschaft, cioè l’amicizia. Incontrare l’altro con rispetto e apprezzamento, ma soprattutto saper accettare le critiche. I conflitti tra bambini sono inevitabili e saper trovare soluzioni non violente, è fondamentale. Naturalmente le lezioni passano soprattutto attraverso l’esempio messo in pratica dalle insegnanti, che sul motto montessoriano “Educare alla Pace” sono irremovibili. Per esempio, mio figlio aveva un problema con un compagno che faceva il bullo. Eh si, anche nelle scuole Montessori ci sono i problemi, come nelle altre scuole! La differenza la fanno i docenti e anche noi genitori che abbiamo piena fiducia nel loro lavoro. Mio figlio aveva iniziato a lamentarsi di un compagno di classe, e quando abbiamo capito che la situazione stava scalando, abbiamo telefonato all’insegnante per chiederle come potevano sostenere la soluzione di questo problema. Intanto, lei al telefono ci ha fornito una visione più ampia della situazione. In seguito, si è confrontata con le sue colleghe e la pedagogista della classe. Infine ha convocato i bambini coinvolti per un confronto aperto e diretto, per ascoltare le loro ragioni e trovare insieme delle soluzioni. Onestamente non saprò mai cosa si siano detti durante quell’incontro, mio figlio non ha ritenuto di dovercelo raccontare. So solo che la settimana successiva lo aspettavo fuori da scuola e il bulletto di cui sopra è venuto da me per presentarsi, salutando affettuosamente mio figlio. Io e mio marito siamo rimasti a bocca aperta. Sono diventati amici.

Un’altro argomento interessante è il Rassismus, cioè il razzismo. L’anno scorso hanno raccontato la storia dell’attivista statunitense Rosa Parks. Simbolo del movimento per i diritti civili, divenuta famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio dei bus a Montgomery. La scuola è attenta alla multiculturalità, tanté che fin dalla prima elementare lo studio dell’inglese è parte del programma. Nelle ore del doposcuola vengono offerte lezioni di spagnolo, giapponese, turco e francese, e i bambini possono scegliere di partecipare. Rendere i bambini consapevoli dell’esistenza di tante culture diverse viene ritenuto fondamentale. D’altronte Maria Montessori divenne un personaggio internazionale anche perché parlava tedesco, francese e inglese oltre all’italiano. Ma l’argomento razzismo/diversità passa anche attraverso esperienze e racconti, e soprattutto attraverso l’inclusione. Come sapete, nelle scuole elementari in Germania, l’inclusione è un argomento difficile, lo avevo raccontato in questo post: Due chiacchere sulle Förderschule in Germania. La scuola frequentata da mio figlio è inclusiva, ciò significa che le prolematiche dei bambini non costituiscono un limite per l’iscrizione.

Durante le ore di Ethik la comprensione degli eventi che fanno parte della nostra cultura è una connessione che illumina le vite dei bambini. Gradualmente queste connessioni rispondono alle mille domande che si pongono i piccoli studenti. Dal comprendere il perché si festeggiano i compleanni alla simbologia dell’albero di natale, per passare attraverso tutte quelle feste tradizionali in cui si ripetono rituali spesso incomprensibili per loro.

Per concludere, vi dirò che io e mio marito siamo davvero contenti di dare a nostro figlio questa opportunità. Quando sarà adulto sarà libero di scegliere in maniera consapevole se voler aderire ad una religione. Nel frattempo faremo il possibile per trasmettergli la nostra idea di mondo con tutte le diversità culturali che per noi restano un punto di forza da cui partire.

Alla prossima avventura,

Lara G.

PS: Vi riporto un piccolo estratto del discorso di Maria Montessori del 1937 alla Conferenza di Copenaghen. Dal libro “Educazione e pace” Edizioni Opera Nazionale Montessori: “Il bambino non va considerato come l’essere debole e indifeso che bisogna soltanto proteggere ed aiutare, ma come un embrione spirituale dotato di vita psichica fin dalla nascita, e guidato da istinti sottili a costruire attivamente la personalità dell’uomo. E poiché il bambino costruisce l’uomo, dobbiamo riconoscerlo come il produttore dell’umanità e riconoscerlo come il nostro Padre. In lui sta il grande segreto della nostra origine, in lui solo si possono manifestare le leggi che conducono l’uomo alla normalità. In questo senso il bambino è il nostro Maestro.”

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