Integrazione è parlare tutti la stessa lingua

Oggi per festeggiare i miei 39 anni pubblico il post numero 100! Una casualità strana se vogliamo, considerando che finalmente dopo tre mesi d’attesa, è arrivato il postino a consegnarmi la Lettera, la maiuscola non è a caso: “Frau Gullen c’è Posta per te!”.

Ma torniamo a due anni fa, all’estate del 2014  quando tutto ebbe inizio…

Era agosto, avevo la casa invasa di scatoloni made in Italy, mio figlio aveva appena iniziato a gattonare e faceva molto caldo. Ero decisa a studiare il Tedesco e mi presentai agli uffici della V.H.S VolksHochSchule, una scuola pubblica dove tengono anche i corsi di integrazione per immigrati. Naturalmente gli uffici erano chiusi e il cartello degli orari (solo in Tedesco) era incomprensibile, tanté che tornai tre volte e trovai sempre chiuso, scattai una foto col cellulare e andai dalla mia vicina “Bitte, ma quando cavolo aprono?”. Lei prese un foglietto e scrisse Morgen 9:45 -11:45. Enigma risolto! Il mattino dopo ero bella carica e mi presentai all’apertura, la segretaria parlava solo Tedesco e un inglese renziano che mi fece venire voglia di piangere. Per fortuna c’era l’insegnante d’Italiano per i vacanzieri tedeschi. Con Piacere si chiama il corso, “Piacere mio!” risposi, (che stordita che sono) ad ogni modo mi fu di grande aiuto perché mi spiegò tutto e riuscii ad iscrivermi.

Il primo giorno di scuola successe di tutto, vi ricordate il post Trova l’intruso? Insomma fu una comica! Il fatto di ridere tutti insieme, sciolse l’imbarazzo generale ed iniziò finalmente uno dei percorsi più importanti della mia nuova vita di immigrata in Germania.

640 ore di lezioni di Tedesco diluite in 1 anno e mezzo tra il venerdì sera e il sabato tutto il IMG_20150731_195820giorno. I miei compagni di classe diventarono presto una parte importante del mio percorso di vita. Erano il mio sostegno. Noi ci capivamo, eravamo tutti nella stessa barca, dispersa in un oceano di H, di Ü, di consonanti a caso, di numeri al contrario e coniugazioni senza fine. Ricordo che ogni volta che l’insegnante diceva il numero della pagina a cui aprire il libro, nessuno era mai sulla stessa pagina.

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La ricchezza culturale che offre un corso con 14 persone di 14 nazionalità diverse non ha eguali. Intanto abbiamo fatto diverse uscite insieme, ogni scusa era buona per organizzare una festa, una birra da qualche parte. Ma abbiamo vissuto insieme anche momenti più impegnativi come la visita al Campo di Concentramento di Dachau.

Negli ultimi mesi, la cosa ci era sfuggita di mano e ad ogni lezione c’era un brindisi: compleanni, onomastici, feste delle repubbliche e così via.

Ho assaggiato cibi da tutto il mondo, ma anche vini e dolci. IMG-20150821-WA0023 Discutevamo di tutto: politica, salute, istruzione, educazione. Perché integrarsi è si conoscere il Paese che ti ospita, ma anche e soprattutto mantenere la tua identità culturale.

E così a fine febbraio di quest’anno siamo arrivati al dunque: gli esami di fine corso. Abbiamo sostenuto sia l’esame per ottenere il livello B1, sia l’esame Leben in Deutschland conosciuto ai più come Orientierungskurs. Alla fine eravamo tutti un po’ agitati e stanchi, in marzo al termine dell’ultimo esame abbiamo fatto una grande festa, anche senza i risultati degli esami!

Per chi di voi mi segue anche sulla pagina Facebook, sa che non ho pubblicato nulla sui risultati, si perché sono arrivati solo oggi! Dopo ben tre mesi di attesa, di telefonate al Bundesamt, finalmente posso stringere tra le mani il Mio Primo Deutsch Zertifikat!

Non mi resta che avviare la richiesta di rimborso del 50% del corso, questo spetta a chi ha superato entrambi gli esami. Quindi è fatta, è finita e un po’, lo ammetto, mi dispiace, perché mi sento persa senza il mio gruppo. A settembre comincerò il corso di B2, ma non tutti i miei compagni ci saranno, ognuno ha fatto scelte diverse in base a lavoro e famiglia. Ma per un capitolo faticoso della nostra vita abbiamo camminato l’uno accanto all’altro, la nostra diversità ci ha resi uguali e ci ha fatto sentire meno soli, e per questo  ringrazio loro e il nostro insegnante Herr Zbigniew, che io continuo a chiamare Meister. Tanti bei momenti insieme, tante risate e ora possiamo dirlo :

Integrazione è parlare tutti la stessa lingua e noi ce l’abbiamo fatta!

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11 pensieri su “Integrazione è parlare tutti la stessa lingua

  1. Barbara ha detto:

    Congratulazioni! Io tremo al pensiero di oliare nuovamente il cervello per imparare questa nuova lingua. Sei stata bravissima! Avanti con il B2! Ti farò sapere come andrà il mio corso 😉

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    • grazie! ma non temere se ce l’ho fatta io a 39 anni e non ero la più vecchia al corso, c’era gente con anche 15 anni più di me! così tanto per fare un esempio 😉 Attendo tuoi aggiornamenti, buona serata

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  2. Nicole ha detto:

    Ciao!! Bello leggere questo post..mi da la forza per la mia nuova avventura che mi aspetta.. Da Ottobre a Monaco 😁
    E siccome il tedesco che ho studiato alle superiori e’ un ricordo lontano mi iscriverò ad un corso in una VHS!
    Nicole

    Liked by 1 persona

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