Il destino del Gruppo Giungla

Un mattina di fine inverno sono arrivata al Kindergarten; c’erano le solite facce tristi ma quel giorno erano più che motivate. Quando ho salutato l’educatrice del Gruppo Giungla, di cui fa parte mio figlio da ben due anni, lei si è fatta avanti e con lo sguardo preoccupato e mi ha sporto una lettera. Ho sbirciato in classe e ho notato un tavolo pieno di buste identiche. “E’ il calendario dei giorni in palestra?” ho chiesto banalmente, ma lei aveva gli occhi lucidi ed è andata via. Sono salita in macchina e ho aperto la busta, poche righe che per semplicità trascrivo in Italiano: “Cari genitori, l’AWO vi invita insieme al personale dell’asilo ad una Serata Genitori martedì 6 marzo alle 19. Ordine del giorno: 1. Saluti di benvenuto 2. Chiusura del Gruppo Giungla entro 4 settimane a causa della situazione col personale 3. Annuncio della chiusura del Gruppo Giungla. Speriamo che sarete presenti, cordiali saluti. Firmato dal responsabile dell’ AWO”.

Si, mio figlio frequenta un asilo dell’AWO, e per chi di voi non abita in Germania, ecco cos’è in breve: L’Arbeiterwohlfahrt o AWO è un’organizzazione tedesca indipendente che si occupa principalmente di attività legate al welfare e, con circa 145.000 dipendenti, è uno dei maggiori datori di lavoro in Germania. Si occupa principalmente di persone con disabilità e anziani, ma gestisce anche asili, dopo-scuola e centri di consulenza per migranti.

Ma torniamo a noi. Vi lascio immaginare la mia faccia, ero incredula: Cosa significa chiusura del Gruppo Giungla? Nel Kindergarten di mio figlio, i bambini sono suddivisi in 4 gruppi: Deserto, Oceano, Savana e Giungla. Ricapitolando, la lettera NON dichiarava la chiusura dell’INTERO asilo, ma SOLO del gruppo Giungla! Che senso ha chiudere un gruppo? Ma poi perché?

A due ore dall’apertura della busta, sono stata inserita in un gruppo Whatsapp “Genitori del Gruppo Giungla” e invitata la sera stessa ad una Riunione Straordinaria a casa del Rappresentante di Gruppo. Così, ho lasciato mio figlio a casa di amici e mi sono presentata alla riunione, alla quale, i responsabili del Kindergarten erano stati invitati ma erano assenti,  e ho scoperto che:

  • Da gennaio, diverse educatrici hanno dichiarato di essere in stato di gravidanza e che sarebbero state a casa nei mesi successivi.
  • La direzione del kindergarten non è stata in grado di assumere per tempo dei sostituti.
  • E’ stato scelto il Gruppo Giungla perché composto da un alto numero di Vorschulkinder, cioè bambini che hanno compiuto i 5 anni e si preparano alla prima elementare.
  • La scelta della chiusura del Gruppo Giungla e non degli altri 3 gruppi, è piovuta dalla direzione del AWO Baviera, dove hanno dichiarato che l’assicurazione non avrebbe garantito la copertura in assenza di un numero necessario di educatrici, pertanto hanno scelto la chiusura di un solo gruppo, quello di mio figlio!

Francamente non sapevo cosa aspettarmi, come reagisce un tedesco a cui vengono calpestati dei diritti?

Il rappresentante dei genitori del gruppo è stato molto chiaro: “Oggi con una semplice lettera, ci hanno comunicato che i nostri figli dovranno lasciare il kindergarten e questo è inaccettabile! Noi siamo prima di tutto dei cittadini e lo sono anche i nostri figli, noi abbiamo dei diritti! Abbiamo dei contratti che paghiamo regolarmente, nessuno può prendere i nostri figli e metterli in mezzo ad una strada! Dobbiamo smuovere i media, tutti! Giornali, radio, tv! Se l’AWO non è in grado di gestire il personale, saremo noi a trovare nuovi educatori! Il Gruppo Giungla non deve chiudere! Oggi il Süddeutsche Zeitung ha scritto di noi, ma abbiamo già contattato il Merkur, e tutti i giornali locali, le radio nazionali e regionali e la televisione. Forza! Diamoci da fare per i nostri figli!”

In quelle ore è iniziata una campagna mediatica spaventosa! I giornalisti hanno appoggiato la nostra causa, e ci hanno aiutati a cercare nuove maestre. Sull’AWO è piovuto parecchio fango, soprattutto critiche sulla mancata gestione del personale e sull’assurda decisione di chiudere un gruppo. Nei giorni tra la riunione e l’incontro ufficiale è successo di tutto! Entravo nei negozi e le radio parlavano di noi, e così anche i giornali. Il pomeriggio i giornalisti con le telecamere ci aspettavano fuori da scuola e anche i nonni hanno preso i microfoni “I nostri figli lavorano a tempo pieno, noi diamo una mano ma lasciare i nostri nipoti in mezzo a una strada è follia! Se così andrà, alcuni genitori dovranno lasciare il posto di lavoro, le conseguenze saranno gravissime!”.  I social sono stati utilizzati per la ricerca di nuovo personale per l’asilo, e nel weekend erano già arrivati i primi curricula più o meno validi, ma avevamo fatto più noi in tre giorni che l’AWO in due mesi!

E nel frattempo è finalmente arrivata la serata dell’incontro.

La Serata Genitori Ufficiale si è svolta nel Kindergarten. I giornalisti sono stati lasciati fuori. Erano presenti tutti i rappresentati dell’AWO, la preside e le maestre, i dipendenti del comune che si occupano dei problemi dell’infanzia e noi genitori che abbiamo presentato un’elenco di proposte di mediazione più che ragionevoli. Ci siamo detti disposti a ridurre le ore del Kinderbetreuung (cura dei bambini), abbiamo fornito una lista di volontari diposti a stare coi bambini nell’attesa di nuove assunzioni. Tutto pur di non separare i nostri figli! Si perché il Gruppo Giungla è una famiglia in cui sono nate amicizie, affetti, attività di gruppo. Come possiamo dire ai nostri bambini che devono rinunciare ai loro amici per essere mandati in un altro asilo?

Il responsabile dell’AWO ha mantenuto per tutta la riunione un tono piuttosto forte, evidentemente si aspettava che avremmo accettato la sua scelta passivamente e senza discutere. Era arrabbiato per la mobilitazione mediatica (che però ha funzionato!). Infine, dopo un’accesa discussione, ha dichiarato di aver trovato nuove maestre da assumere. Nel frattempo la preside si è tirata su le maniche e dal giorno dopo ha iniziato a lavorare come maestra nell’attesa dei nuovi assunti.

Com’è finita? Pare bene, visto che i genitori del Gruppo Giungla vogliono addirittura organizzare una festa. Io personalmente non ritengo ci sia alcun motivo di festeggiare. Intanto perché ci hanno garantito l’organizzazione fino a fine luglio, pertanto settembre sarà una sorpresa. E poi onestamente sono delusa. Ricevere una comunicazione del genere è stato scioccante, e ancor di più da un’organizzazione che aiuta i lavoratori in un paese che si vanta di tutelare i diritti dei bambini.

Pensavo che a seguito di questo scandalo, sarebbe saltata qualche testa, invece è finito tutto a tarallucci e vino come nella migliore tradizione italiana, ah no scusate siamo in Germania.

In conclusione, il destino del Gruppo Giungla è tutto da scrivere. Io e mio marito abbiamo pensato seriamente di cambiare asilo, ma mio figlio ci ha chiesto di non farlo. Questa è la mia scuola, i miei amici, io voglio restare qui”. E io lo spero per lui, la sua serenità è l’unica cosa che conta.

Lara G.

immagine tratta da internet

2 pensieri su “Il destino del Gruppo Giungla

  1. Lara Mariantoni ha detto:

    Beh dai, gli inconvenienti ci sono anche qui.. ma almeno la gente, compatta, si mobilita e trova delle soluzioni collettive.. doodle, calendari, ed un compito a testa.. 😉 qui funziona. Ciao, Lara M.

    Piace a 1 persona

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