Si cresce anche durante la Pandemia

Oggi mio figlio, dopo tre mesi a casa, è rientrato a scuola. La frequenterà fino a fine luglio, come previsto dal calendario scolastico bavarese. Tre mesi a casa. Oddìo, anche se lo sto scrivendo, onestamente mi sembra così irreale. Oggi abbiamo recuperato i pantaloni da neve, i guanti e le sciarpe lasciati a scuola, quasi come se il tempo si fosse fermato. In realtà, in questi mesi abbiamo fatto tante cose in famiglia: Abbiamo condiviso ogni colazione, pranzo e cena, abbiamo fatto video chat coi nonni in Italia, ci siamo innervositi e poi abbracciati, ci siamo preoccupati, i pensieri sono stati tanti e un po’ ve li ho raccontati nel post Corona virus. Pensieri di un’italiana in Germania.  Quello che invece non ho raccontato in questo blog, ma che voglio ricordare, è come io e mio marito ci siamo ritrovati a fare gli insegnanti.

Riguardo a questo argomento, la chiaccherata più interessante l’ho fatta pochi giorni fa, quando ho incontrato la dottoressa titolare dello studio di ergoterapia che frequenta mio figlio. Una bavarese che più bavarese non si può. Amante del Gardasee, ovviamente. Ha aperto il suo studio negli anni novanta e ad oggi ha una decina di dipendenti. Al termine di una seduta di Ergoterapia,  ci ha tenuto a prendere me e mio marito da parte per parlare. Oddio, ho pensato subito ad un problema e invece ha iniziato così:

“In questi trent’anni ho visto passare nel mio studio centinaia di bambini di ogni fascia d’età, sia con genitori tedeschi che con genitori stranieri, ma quello che avete fatto voi durante questa Pandemia ha dell’incredibile!”. Io e mio marito ci siamo guardati un po’ straniti: “Perché? Cosa abbiamo fatto?” E lei sorridendo “Ah io non lo so, chiedo a voi cosa e come avete fatto! E’ la prima volta che mi ritrovo davanti un bambino con genitori stranieri, che pur essendo isolato dal contesto scolastico e per ben tre mesi, non solo ha migliorato notevolmente le sue abilità e capacità di concentrazione, ma la cosa incredibile è che ha migliorato il suo tedesco! Ma come avete fatto? Come vi siete organizzati in questi mesi?”

E io ho preso la parola: “Innanzitutto noi siamo stati completamente abbandonati dalla scuola, che ha ritenuto che i bambini del prescuola non fossero meritevoli di essere seguiti in questo periodo. All’inizio le maestre  ci hanno inviato tre (3!) e-mails, ma solo per essere certe che avessimo capito di non presentarci più a scuola fino a nuovo ordine, dopo di che sono scomparse! A proposito, grazie a lei e ai suoi collaboratori per averci prestato materiale e giochi, perché la scuola non ci ha fornito né giochi per l’apprendimento, né tanto meno dei libri.” E lei, con tono cupo, ci ha risposto: “Non parliamo di bambini abbandonati, perché mi sale una rabbia! Quello che ho visto in questi mesi mi ha molto rattristata. Noi come studio ci siamo organizzati per sostenere le famiglie, abbiamo prestato gratuitamente giochi d’intelligenza e concentrazione e libri a tutti i nostri bambini. Abbiamo fatto del nostro meglio per sostenere loro e i genitori che si sono sentiti abbandonati, e tutti ci hanno ringraziato. Ma le conseguenze di questi tre mesi non sono calcolabili.”

E lì io ho ripreso la parola: “Quando abbiamo capito che avremmo dovuto fare tutto da soli,  abbiamo cercato tutti i libri in tedesco che avevamo in giro per casa. Abbiamo fatto una ricerca sui forum dei genitori in Germania, che per i bambini in età prescolare consigliavano i libri “Duden” per esercizi con l’alfabeto e la matematica. Li abbiamo ordinati su Amazon e due giorni dopo, io e mio marito siamo diventati insegnanti. Abbiamo scelto di lavorare col bambino solo un’ora, al massimo un’ora e mezza al giorno, non di più. All’inizio dovevamo tradurci tutte le spiegazioni degli esercizi, ma dopo pochi giorni abbiamo abbandonato il dizionario e ci siamo sentiti più sicuri. Mio figlio che era abituato a scuola dove tutte le attività vengono fatte col tempo contato, ha molto apprezzato il fatto di AVERE IL TEMPO e il SILENZIO per potersi concentrare. In più abbiamo assecondato la sua curiosità e la sua attitudine per la matematica. Per ipnotizzarlo bastava presentargli sul tavolo una tabella di addizioni e sottrazioni da risolvere. Per non parlare della pittura! Da anni le educatrici si lamentano del fatto che lui non avesse voglia di colorare, ma durante la pandemia abbiamo scoperto che coi pennelli in mano e un foglio bianco, diventa invece molto creativo. Ci ha spiegato che a scuola hanno tutti lo stesso disegno/immagine da colorare con lo stesso tempo a disposizione, e lui così non si diverte. Sembra sempre una gara. E si sente stressato.”

La dottoressa sospira. Poi continua: “Non stento a crederci! Seguire una tabella oraria, dare a tutti le stesse identiche cose da fare, non considerare le attitudini dei bambini se non per sottolineare un problema, lasciare i bambini liberi di scegliere solo quando sono in giardino, è l’impostazione più frequente nei Kindergärten. Per fortuna non in tutti!  Ma fino a quando in questo paese ci ostineremo ad avere negli asili educatori e non insegnanti, la situazione difficilmente cambierà.  E la vostra organizzazione così semplice ed efficace, non fa altro che confermarmi quello che penso da anni, ossia che omologare tutti crea solo limiti. Ancora complimenti per il vostro lavoro!”

Che dire, noi davvero non ce lo aspettavamo! Non abbiamo fatto niente di particolare, se non ascoltare nostro figlio senza fargli pressioni particolari e proporgli alternative più vicine ai suoi interessi. Sicuramente tra le tante difficoltà, questa chiaccherata rimarrà un ricordo positivo di questa Pandemia. Un ringraziamento speciale va a Hund e Biber, gli indimenticabili protagonisti dei libri Duden.

Alla prossima avventura,

Lara G.

copyright intantointedeschia.com

 

3 pensieri riguardo “Si cresce anche durante la Pandemia”

  1. Bravissimi genitori, siete un esempio da seguire e da premiare! E che bravo il Vostro piccolo, in questi mesi diventato “Grande” assieme a Voi “Grandi”.
    Vi ringrazio per la condivisione di quest’esperienza di vita in quarantena e Vi auguro ogni bene, con i miei migliori saluti
    Sylva

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