Benvenuto Marco

 

Una domenica mattina della primavera 2020, stavamo uscendo tutti insieme in monopattino, ma dopo pochi minuti, ho iniziato ad avvertire un senso di nausea e vertigini. Onestamente ho subito pensato di avere l’influenza. Ho abbandonato mio marito e mio figlio e sono tornata a casa. Durante il pranzo mio marito ha insistito affinché io facessi il test di gravidanza e con nostro grande stupore apparvero subito due linee rosa! Lui era al settimo cielo, io invece ero incredula. Pochi giorni dopo, la ginecologa mi ha appoggiato sul ventre l’ecografo e così ho visto Marco per la prima volta. Ero spaventata, non riuscivo a crederci. Ero incinta da due mesi e non me ne ero accorta. Eravamo in pieno Lockdown, la scuola di mio figlio Fulvio apriva e chiudeva ogni due settimane, la mia famiglia in Italia era bloccata in casa con notizie allarmanti. Insomma ero presa da tanti pensieri, eppure Marco è apparso su quello schermo ed eravamo felicissimi.

Confesso che non sono quel tipo di donna che vive la gravidanza in maniera spensierata. Invidio chi affronta questo cambiamento con pubblicazioni sui social e servizi fotografici. Io sono più il tipo che lo dice in famiglia e a pochi amici. Sono fatta così, e in piena pandemia è stato molto facile mantenere il “segreto” e vivere questa emozione in intimità coi miei cari.

La mia gravidanza in pandemia ha avuto molti risvolti positivi. Prima di tutto, io, mio marito e mio figlio abbiamo vissuto ogni giorno insieme e questo davvero non ha prezzo. Abbiamo fatto lunghe passeggiate per le campagne bavaresi e chiaccherate fino a notte fonda. Non siamo mai stati così uniti e per così tanto tempo. Un’altro lato positivo è che, non potendo partecipare a nessun evento, sostanzialmente ho speso pochissimo per l’abbigliamento. Avendo preso poco peso, ho acquistato solo tre jeans in tutta la gravidanza e ho sfruttato abiti morbidi che aspettavano da tempo di essere indossati. Con la chiusura dei ristoranti, abbiamo praticamente mangiato sempre a casa e ci siamo concentrati sull’alimentazione sana. Mio marito ci ha viziati cucinando di tutto e di più! Ho vissuto una gravidanza molto bella, in cui i giorni difficili sono stati pochissimi. Sono stata molto fortunata!

Gli unici momenti non difficili ma strani, erano i giorni in cui mi recavo allo studio ginecologico in totale solitudine. Ad ogni controllo, passavo a piedi davanti a una grande panetteria. C’erano tavolate di persone sedute tutte insieme senza mascherina e senza distanziamento, che mangiavano e fumavano, mentre io per la  legge anti-Covid non potevo essere accompagnata all’interno dello studio medico e facevo i video all’ecografo per mostrare Marco alla mia famiglia a casa. Ha senso tutto questo? A mio avviso no, ma questa è la legge qui in Baviera. Legge che mi ha vietato di visitare l’ospedale scelto, che ha vietato le serate informative per i genitori con le ostetriche, che ha vietato i corsi pre-parto in presenza, ma che continuava ad approvare l’apertura di chiese e biergarten. Quando i sociologi del futuro leggeranno di questo periodo storico, penso che avranno molto lavoro da svolgere. Insomma, nonostante tutto, ho scelto l’ospedale e ho scelto bene.

L’incontro con Marco. La scelta dell’ospedale per me era fondamentale. Con la nascita del mio primo figlio in Italia avevo vissuto un’esperienza positiva, molto bella, e ci tenevo a ritrovare un ambiente professionale, ma anche accogliente, e così è stato. Al centro nascite bavarese, mi sono sentita accolta. Tutto il personale è stato di un’umanità e una sensibilità unica. Così come previsto dal calendario lunare, in gennaio, mentre fuori faceva freddissimo e non smetteva di nevicare, io e mio marito abbiamo visto insieme nostro figlio per la prima volta ed è stato un momento indimenticabile. E’ stato amore a prima vista! Altrettanto speciale è stato l’incontro tra fratelli, che piano piano in queste prime settimane a casa stanno iniziando a conoscersi. Quando Marco piange, Fulvio tenta di calmarlo con movimenti (inventati) di Tai Chi che, devo ammettere, funzionano la maggior parte delle volte.

Intanto stanno arrivando auguri e regalini da tutti i nostri amici sparsi tra Italia, Tedeschia e il resto del mondo. Io che do un grande peso ai bei ricordi, sto conservando tutti i biglietti e le lettere di benvenuto, così che un giorno Marco potrà leggere che nonostante sia stato concepito in piena pandemia, è stato comunque accolto con amore dalla nostra comunità di amici e parenti.

Insomma, la famiglia Gullen si è ufficialmente allargata e sento già che ci sarà molto da raccontare! La questione sarà solo trovare il tempo tra una poppata e l’altra…

Lara G.

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