Pensieri al tramonto

Passeggiando al tramonto, ho pensato agli incontri di questi giorni ma in particolar modo ad una persona, un ragazzo ospite a casa di amici. Si perché in questi giorni, incredibile ma vero, ho vissuto una piccola parentesi di normalità.

Parlando al telefono con amici in zona, abbiamo scoperto che, chi per una ragione e chi per un’altra, eravamo tutti freschi di Covid test negativi, così dopo tanto tempo abbiamo deciso di incontrarci. Parlare con loro, il sole e l’aria fresca hanno rimosso la Pandemia dai miei pensieri per qualche ora e mi sono persa nei racconti del loro giovane ospite, un riservato e timido studente universitario. Per rompere il ghiaccio, gli ho chiesto di raccontarmi di un sito archeologico che lui conosce molto bene, Pompei. Confrontandoci sui musei visitati e sulle tante ricchezze della regione Campania, non chiedetemi come, ma siamo finiti per parlare della sua infanzia.

Così mi ha raccontato di aver vissuto per i primi dieci anni della sua vita proprio qui in Baviera. In seguito, insieme ai suoi genitori era tornato a vivere in Italia. Come potevo, a quel punto, non domandargli dei suoi ricordi di bambino, di come aveva vissuto il bilinguismo e molto altro. Così abbiamo fatto una lunga ed interessante chiaccherata. Tra le altre cose, mi ha raccontato che al termine del Kindergarten era stato sottoposto, come di norma succede qui, alle visite che precedono la prima elementare. Visite il cui risultato fu un “inadeguato ad iniziare le elementari”. Insomma, un impatto con la scuola pubblica tedesca piuttosto negativo. Lui, serenamente, ha aggiunto  che i suoi genitori non hanno mai creduto a questo giudizio/sentenza, anzi presero subito le distanze dagli “standard tedeschi” e lo iscrissero alla scuola Montessori della zona. Pensate che coincidenza, proprio la stessa scuola che oggi frequenta mio figlio!

Mi ha raccontato di avere dei buoni ricordi della scuola Montessori e di aver mantenuto dei contatti con gli ex compagni di classe. Il rientro nella scuola italiana per lui è stato del tutto naturale, anzi la sua motivazione allo studio lo ha più volte premiato con ottimi risultati e una carriera scolastica ben al di sopra della media. Inoltre, una volta rientrato in Italia, i suoi genitori hanno volutamente fatto in modo che mantenesse il suo bilinguismo Italiano-Tedesco. Naturalmente gli ho chiesto se ogni tanto si domanda come sarebbe stata la sua vita e la sua carriera scolastica se fosse rimasto a vivere qui, ma lui stesso ha ammesso che è difficile fare delle ipotesi. Certo è che, di fronte ad un cambio di indirizzo così importante come il rientro in Italia, la sua famiglia ha sempre cercato di viverlo nel miglior modo possibile.

Oggi quel bambino all’epoca etichettato come inadeguato alla prima elementare, con la stessa riservatezza e timidezza, è tornato in Germania per frequentare l’università, e non una facoltà, bensì due! Così ho scoperto che in Germania è legale frequentare due facoltà universitarie contemporaneamente, nel suo caso la facoltà di Fisica e quella di Matematica. E lui lo racconta come se fosse del tutto normale, una scelta, diciamo, alla portata di tutti.

Tornando a casa, sentivo il cuore più leggero ma ho anche ripensato alle centinaia di emails ricevute in questi anni dai tanti genitori italiani sparsi per la Germania. Ho ripensato a quante volte mi hanno raccontato delle loro difficoltà, di quante volte abbiano avuto la spiacevole sensazione che i propri figli fossero stati etichettati come “inadeguati” ai famosi standard tedeschi. Standard che se visti da vicino, credetemi sono ancora meno sensati di quanto si possa immaginare. Ho ripensato a quante volte ho risposto di non arrendersi, piuttosto di trovare soluzioni alternative, e non mi stancherò mai di consigliare di non smettere mai di credere nelle capacità dei propri figli, anche e soprattutto quando “il sistema scuola” sembra voler decidere per loro senza consultarli, come se i nostri figli non fossero persone con desideri e sogni.

Ma ad essere onesta, in questi anni ho ascoltato anche tante storie di rivincita. Ogni tanto, come oggi, le metto per iscritto, perché credetemi, a me fa bene al cuore rileggere e ricordare che non tutti scelgono di adeguarsi agli standard, e per fortuna!

Alla prossima avventura!

Lara G.

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3 pensieri riguardo “Pensieri al tramonto”

  1. Ciao sono mamma di una ragazzina di 11 anni, diagnosticata qui in Italia come dislessica e disortografica. A settembre ci trasferiremo in Germania, vicino Colonia. Sono un po’ preoccupata perchè non ho ben capito come sono considerati lì i disturbi d’apprendimento. Puoi darmi lucidazioni a riguardo?

    Piace a 1 persona

    1. Cara Gabriel,
      in questi anni ho conosciuto almeno cinque ragazzini con gli stessi problemi di tua figlia. Tutti frequentano scuole pubbliche, alcuni le Realschule, Gymnasium e Fachoberschule.
      Quando vi trasferirete, ti consiglio di far visitare tua figlia da un medico tedesco così che la documentazione di dislessia e disortografia possa essere semplicemente registrata nella sua nuova scuola. Questo le consentirà per esempio di avere più tempo a disposizione durante i compiti di lettura, e altri piccoli vantaggi.
      Ho una cara amica che abita vicino a Colonia, se tu dovessi aver bisogno, scrivimi direttamente alla mail del blog o ancora più veloce, un messaggio sulla pagina Facebook del blog.
      Un caro saluto,
      Lara G.

      "Mi piace"

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