Un buon motivo per non emigrare (fidatevi di me!)

Eccomi qua, sono seduta ad un tavolo di mamme e mentre sorseggio un caffé americano, l’insegnante di mio figlio si occupa della mia istruzione. La mia istruzione, avete capito bene.
Oggi abbiamo ripassato la frutta, munite di cestino dei giochi, scandendo ogni parola con tanto di articolo, ripeto decine di volte cose tipo: la mela, la pera, il melone, i meloni,ecc… per un attimo mi sono alienata e ho pensato a quanto è cambiata la mia vita da quando sono qui in Tedeschia.
Cambiare nazione e lingua non è per niente facile, ma è una sfida con se stessi.

Rispondo alla domanda che mi fanno sempre in Italia: “e col tedesco come va?”
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All’inizio mi agitavo, ogni volta che entravo in un negozio mi sentivo persa, i cartelli nei reparti? ma per indicare cosa??? per fortuna ho sposato un nerd che mi ha scaricato le applicazionei della salvezza WORD LENS e DICT.CC.
Word Lens traduce i cartelli inquadrati dalla telecamera dal tedesco all’inglese mentre Dict.cc. è un dizionario di tedesco completo di suoni, insomma una manna dal cielo. Arrivata alla cassa iniziavo a sudare, i metodi di pagamento sono diversi ed ero davvero stranita, per non parlare dello scontrino che ti viene dato solo se richiesto.
Inoltre, all’inizio non avevo un conto tedesco e molti negozi non accettano carte straniere, il perché resta un mistero ma intanto i mal di testa non si contano. Quando ho finalmente aperto il conto è stato peggio, perché se inserisci un bancomat tedesco, il bancomat parla tedesco! NUOOOOO!!!! Non sapete quante volte mi sono fatta aiutare da pensionati in coda dietro di me!
Ed eccomi girare per i supermercati col telefono in mano e il braccio teso con un grosso punto di domanda sulla testa tipo nuvoletta di Fantozzi. Mio figlio per aiutarmi, grida tutto il tempo e prende tutto ciò che gli capita sotto mano, immaginate il divertimento.
Poi è subentrata una fase di rabbia. Chepppalle non si capisce niente! Dieci modi di salutare, saluti diversi per 4 fasi della giornata, menù dei ristoranti solo in tedesco (raramente in inglese). Avete mai provato a ordinare leggendo arabo? io e mio marito con i cellulari a tradurre scansionando il menù per poterlo leggere in inglese, che sucata!! Vi garantisco che è dura.
E la posta? no ma parliamo della posta. Qui si usa scrivere lettere, il comune scrive lettere, gli enti scrivono lettere. La mail la traduco velocemente ma cavolo la lettera???contratti luce e telefono? Per fortuna mio marito ha dei colleghi davvero gentili perché altrimenti ne saremmo usciti pazzi!
Nessun ente in Tedeschia traduce in altre lingue, nonostante abbiano, insieme a UK, uno dei più alti tassi di immigrazione.
Ora sono nella rilassante fase di rassegnazione. Amici sono rassegnata e felice.
Nei supermercati sono a mio agio, traduco col telefono con una certa disinvoltura e se non capisco, chiedo aiuto in tedesco e pretendo un commesso inglese, meglio se italiano. Ho assunto l’atteggiamento del milanese “Lavoro spendo, pago pretendo”!
I pensionati mi fanno lunghi discorsi del tutto incomprensibili, io sorrido e gli rispondo “Naturlich” cioè naturalmente, sorrido e mi allontano. In questo modo sostengo decine di conversazioni a settimana, ma chissà che cavolo avranno da raccontarmi? boh ma chi se ne frega!
Probabilmente mi dicono cose tipo “I tuoi capelli sembrano alghe!” e io “naturalmente” e continuo felice la mia vita…

10 pensieri su “Un buon motivo per non emigrare (fidatevi di me!)

  1. Anonimo ha detto:

    Sorry, you may live at the wrong place in Germany, may be in a little village somwhere in the middle of nowhere … In a bigger city you will of course find information in more than one language, and many people are able to talk in English ore even in Italian.

    I would say it's similar to many places in Europe, I experienced similar things in Italy's countryside. Lucky me that I understand Italian and speak it a little bit (but not enough to answer this article, sorry). Therefore I use English, hoping you understand me in that language …

    And – by the way – the image used to illustrate your opinion is unfair – an offence for people here (far most of us!) who have absolutely nothing to do with the attitude the nasty criminal on the image stands for.

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  2. Hi Anonimo (it has been posted without the name…). I live close to Munich and for the first months directly downtown, close to the city center. And when we went for the registration nothing was available, not in English nor in Italian.
    But this was not a problem, moving in another country involve some challenges, and we LOVE this country.
    Most important to mention (and i think this is due to the language difference) there is a lot of irony in this post, but i understand this is not easy to transmit and “percieve” for a non-Italian speaking person. And same is for the image. It is pretty obvious that is a way to exorcize an infamous criminal, as Charlie Chaplin did.

    Last but not least, the main reason for this post, is to highlight the fact that moving in another country it is not easy at all, and involves far more effort the “average Mario” can evaluate.

    But trust me, do not feel offended, the way Germans overcome their past makes me feel proud for you, and that's why we choose your lovely country. (and sorry for the answer in english, my German is not better, but absolutely not at a level higher than “ein Bretzen bitte”)

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  3. Isa ha detto:

    Ti capisco con la frustrazione: imparare una nuova lingua e/o andare a vivere in un altro paese ci porta a scontrarci con difficoltà a noi ignote prima d’ora. C’è una learning curve anche per quello: io credo si non aver capito niente per un anno e rotti, anche perché di tutte le futilità se ne occupava mio marito che è un locale. Ma proprio per questo è stato difficile riuscire a salire su un treno in corsa, anziché su un treno che va a un passo più lento. Ancora oggi mi perdo buone fette dei discorsi e mi frustra parecchio la situazione.

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    • Dunque io ho fatto entrambe le esperienze. Il mio primo marito era spagnolo e durante il periodo a Valencia per me è stato molto difficile, perché in mezzo agli amici io annaspavo. Lo Spagnolo non è semplice come si possa credere, anzi! Ritrovarsi in mezzo a discorsi di politica ed economia per me era un incubo.
      Al contrario, col mio attuale marito italiano, abbiamo affrontato tutto insieme, soprattutto le difficoltà con la lingua e questo ci ha molto uniti. Poi penso dipenda molto da carattere a carattere.

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      • Isa ha detto:

        Ed io che mi aspettavo che mi “insultassi” perché osavo paragonare il facilissimo spagnolo con le tue difficoltà con il tedesco! Se dovessi scegliere, vorrei un paese come la Germania ma dove si parla spagnolo, ma non è che per parlare spagnolo basti aggiungere la “s” alla fine delle parole, eh!

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      • Ma figurati! Io in Spagna ho avuto più difficoltà ad integrarmi, i tedeschi nei negozi pur di vendere ti aiutano in ogni modo, gli spagnoli se non pronunci bene, puoi morire mica si sforzano. Questa è la mia personale esperienza.

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      • Isa ha detto:

        Non conosco molto la Spagna, sono stata poche volte e quando ancora non sapevo la lingua. Io tifo Germania-Austria come meta per un paese civile dove stabilirci, mio marito punta alla Spagna per l’aspetto sociale. Mi interesserebbe approfondire il discorso con te, magari in privato!

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  4. Nicole ha detto:

    Ecco…questa sono io nelle mie prime settimane qui… Stamattina il cassiere di Rewe mi ha chiesto 3 volte se volevo lo scontrino…aaaah…e’ che mi sembra che ogni volta me lo dica in modo diverso!! 😐

    Cmq..il tuo blog mi fa scoprire ogni volta qualcosa di nuovo..grazie!! 😘

    A presto
    Nicole

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    • Ma davvero! Hanno mille modi per chiedere la stessa cosa e parlano velocissimo. Lo so non è facile, ma tieni duro, arriverà il giorno in cui arriverai alla cassa rilassata come in Italia. Un abbraccio, Lara

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