Cultura Tedesca: Osserva e Impara.

Eccomi alla fine del primo anno scolastico di mio figlio. Non spaventatevi se qui gli asili e le scuole chiudono a fine luglio, siamo in Baviera. Quest’anno di Vorkindergarten è stato davvero istruttivo, non solo per mio figlio, ma soprattutto per me in qualità di Mamma Expat. La mia strategia si è rivelata vincente, e voglio tenerne memoria in questo mio diario di viaggio. Mi aspettano ancora molti anni scolastici da affrontare, e come dicono dalle mie parti Estote parati cioè Siate pronti.

Quando uso il termine istruttivo non è un caso, si perché la mia politica è stata: Osserva e Impara.

Approcciarsi ad una nuova cultura quando si è adulti, non è affatto uno scherzo, ed è indispensabile porre dei paletti. Il Primo è stato: non vestirò il ruolo della mamma italiana generosa, disposta a tutto pur di farsi accettare. No, no e poi no! La mia disponibilità non è mai andata oltre, al punto che sulla scheda genitore alla domanda “Cosa potresti fare per aiutarci?” La risposta è stata una riga bianca. Ora penserete, ma perché non hai scritto almeno Fotografie? Perché ho adottato la politica Osserva e Impara, e ho vinto. Nessun tedesco oserebbe contraddire quella riga bianca, così nessuno è mai andato oltre nelle richieste. Di contro, ho osservato fotografie brutte dei bambini – che ho buttato perché davvero non si potevano guardare – ma ho resistito e non ho mai fatto un commento. Risultato? Agli altri genitori, quelle immagini suscitavano tenerezza e simpatia.

Secondo paletto: sei italiana come la tua alimentazione. 

La pianificazione delle merende, non era altro che una lista di verdura cruda e frutta fresca da preparare ad ogni occasione, incluso un KinderPunch  (più acido del limone!). Di contro mio figlio si è sempre presentato con dolcetti fatti in casa, tipo fette di torta, waffeln appena sfornati, biscottini del Mulino Bianco. Certo secondo il protocollo la merenda di mio figlio era fuori dagli schemi, ma mica solo la merenda! Secondo le istruzioni consegnate ad inizio anno, i bambini dovevano indossare delle babbucce, e finché è inverno sono d’accordo, ma non in estate! E invece i giovani bavaresi indossano babbucce di lana cotta anche con sole e 30°, mentre il “piccolo pampino italiano” giocava a piedi nudi e senza golfino. Tutto ciò mi faceva sentire una madre scellerata, e un po’ me la ridevo, lo ammetto.

Terzo paletto: la semplicità non paga, meglio tirarsela!

Dopo lo spiacevole episodio che vi ho raccontato in La Pediatra che sussurrava agli Expatnessuno ci ha più proposto terapie e visite mediche. Sarà stato il tono autoritario di mio marito, o forse il suo vestito Hugo Boss. Fatto sta che, dopo aver chiarito che il mio pormi con semplicità, non era indicativo di stupidità, non abbiamo più avuto problemi, anzi a dirla tutta è stata una discesa libera, grandi saluti e sorrisi. Chi lo avrebbe detto che i seguaci del Sandalo coi Calzini fossero così attenti alle apparenze? E invece lo sono eccome, meglio ricordarselo!

Quarto paletto: asseconda, se la cosa ti diverte.

Non ho mai mancato ad un appuntamento, ho sempre rispettato orari e tradizioni, persino il festeggiare il non compleanno di mio figlio. La replica dei suoi 2 anni, un anno dopo, con tanto di corona e regalini. Il Primo NON Compleanno.

In ultimo ma non meno importante, ho assistito in religioso silenzio alla discussione per decidere il regalo di fine anno delle maestre, dal quale ne sono usciti €10 cadauno. Ma per cosa?  Se siete in piedi, vi consiglio di sedervi.

Quinto paletto: non porre limite al peggio.

Al termine di un’allegra mattinata di fine anno scolastico, ci ritroviamo in mezzo al parco, tutti in cerchio, per la consegna dei regali alle maestre. Mi guardo intorno e non vedo pacchi, da lontano un papà arriva di corsa ma è a mani vuote. Mi scosto per vedere se ci sono mazzi di fiori, ma niente, neanche l’ombra di un fiocco. Inizia un discorso di ringraziamenti reciproci, finché la mamma più chic del gruppo si fa avanti porgendovulvia i regali. Ed è li, si proprio in quell’istante che ho capito che io non potrò mai e poi mai assimilare questa cultura, potrò amarla, odiarla, ma non sarà mai parte del mio DNA. Quando da quella borsa di Louis Vuitton ho visto sporgere tre buste di soldi, e mi sono letteralmente cadute le braccia! Con l’espressione schifata di chi vuole abbandonare il pianeta (vedi foto), ho chiesto sottovoce alla mamma a fianco “Scusa non ho capito cosa stiamo regalando?” e lei, tutta felice, “Soldi!”.  E’stato come cadere dalle scale. 

In conclusione, in qualità di Mamma Expat posso affermare che questo primo anno scolastico è stato davvero illuminante ed è un’esperienza che mi sento di consigliare. Ma soprattutto ho compreso perché molti dei miei connazionali scelgono di stare lontano da questi ambienti. Approcciarsi ad una cultura così distante dalla nostra è molto complesso, richiede comunque grande elasticità mentale, e una visione sempre più ampia di quella che si ha sotto il naso.

Da oggi ho sei settimane per togliermi questa smorfia sofferente dalla faccia (ri-vedi foto). Sei settimane in cui affronteremo lo Schnuppertag nel nuovo Kindergarten e una meritata vacanza.

Alla prossima avventura,

Lara

3 pensieri su “Cultura Tedesca: Osserva e Impara.

  1. Cara Barbara, la nostra esperienza con il Gymnasium è assolutamente positiva. Il nostro Tommaso ha trovato sostegno e aiuto, gli insegnati sono molto professionale e il Gymnasium che abbiamo scelto non è assolutamente invadente: poche riunioni, impegno dei genitori minimo e assolutamente volontario. Molto dipende dalla scelta della scuola:abbiamo amici che sono stati reclutati anche contro la loro volontà nelle attività scolastiche. Il ritratto che Lara ha fatto è piuttosto veritiero, ma non succede sempre così. Anche la regione in cui si vive ha la sua importanza, in Nordrenowestfalia sono molto più rilassati, in media, rispetto ad altre regioni. Se volessi notizie più precise, non esitare a contattarmi, mi trovi su fb. a Lara un grande abbraccio

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