Germania, due passi nella scuola pubblica

Due anni fa, al compimento dei cinque anni di nostro figlio, io e mio marito abbiamo iniziato a valutare diverse opzioni per il suo futuro scolastico. Siamo entrambi italiani e onestamente valutare l’offerta didattica della zona dove viviamo non è stato così semplice. D’altronde, noi siamo cresciuti in Italia, dove il sistema scolastico è completamente diverso da quello bavarese. Specifico “bavarese” perché qui in Germania ogni regione ha un sistema scolastico organizzato diversamente, sia come calendario delle ferie che come durata dei cicli scolastici e tipologie di scuole.

L’aver scelto un anno di  Vorschule ci ha dato un po’ di respiro, e abbiamo iniziato ad approfondire l’organizzazione di un paio di scuole elementari pubbliche. Ovviamente la prima è stata la scuola elementare del nostro quartiere, a cui nostro figlio appartiene di diritto per indirizzo di residenza, e a questa abbiamo aggiunto un paio di scuole elementari pubbliche a cui poter chiedere l’iscrizione con un contratto di Gastschüler. Per chi non lo sapesse, qui in Baviera, i Gastschüler sono coloro che pur non risiedendo vicino alla scuola pubblica a cui sono interessati, ne fanno richiesta specificandone i motivi, ma sia chiaro che non sempre si viene accettati.

Io e mio marito, a volte insieme e a volte singolarmente per ragioni di lavoro, abbiamo partecipato agli eventi di queste scuole; Elternabend, o serate per i genitori, e ai vari Tag der offenen Tür, cioè giornate in cui la scuola apre le porte ai futuri studenti e genitori. Siccome ogni scuola manifesta comunque una propria identità, che parte dal preside, passa per gli insegnanti e arriva fino agli studenti, volevamo capire: Qual è la filosofia di fondo di queste scuole pubbliche?  Da questi incontri sono emerse tante riflessioni che ci hanno fatto maturare una decisione finale.

Naturalmente, io parlo sempre delle MIE esperienze, e quelle di cui scrivo sono le scuole nella MIA zona, ciò significa che NON sono per forza rappresentative di tutta la Baviera o addirittura dell’intera Germania.

Ecco i punti salienti emersi delle chiaccherate durante gli incontri a cui io e mio marito abbiamo partecipato durante il 2018, 2019, fino a marzo 2020.

LA FREQUENZA DELLA SCUOLA è OBBLIGATORIA è un concetto chiaro e trasparente. Decidere in autonomia di tenere a casa i propri figli è contro la legge qui in Germania. Se il bambino sta male, è indispensabile presentare alla scuola un certificato medico. Le assenze ingiustificate vengono segnalate all’ufficio dei minori, che senza perdere tempo prenderà severi provvedimenti. In breve: Weekend lungo? No.

LA DISABILITA’ NON è AMMESSA. All’interno delle scuole pubbliche che abbiamo visitato, è consentita l’iscrizione SOLO ai così detti “bambini normodotati” (termine che non mi piace usare). Per essere chiari, i bambini con problemi di disabilità come l’autismo, la sindrome di Down, o bambini con diagnosi di ADHD, e così via, vengono indirizzati alle scuole di cui vi avevo già parlato nel post Due chiacchere sulle Förderschule in Germania.  A dirla tutta, una di queste scuole pubbliche ha manifestato uno spiraglio di apertura verso la diversità, dichiarando che all’interno della loro scuola esiste una classe dedicata solo ai bambini con problemi di apprendimento. In nessun caso questi bambini possono essere inseriti nelle classi per normodotati, né durante la quotidianità, né durante le manifestazioni scolastiche. Questa classe ha rappresentanti dei genitori, budget ed eventi separati dagli altri.

GLI INSEGNANTI SONO AL CENTRO DELLA SCUOLA (MAGISTROCENTRICA). Uno degli aspetti che ci ha colpito di più è il ruolo degli insegnanti e la scelta di svolgere SOLO lezioni frontali. “Il bambino non dovrà mai disturbare la maestra!” oppure “Se i vostri figli hanno dei problemi, vanno risolti PRIMA dell’inizio della scuola per non creare stress alle maestre!” Queste frasi sono rimbalzate di riunione in riunione. Alla nostra domanda “E se un bambino è particolarmente curioso o chiaccherone?”, una preside ci ha risposto: “Considerate che ogni classe ha mediamente dai 25 ai 32 alunni e 20 ore di lezioni settimanali totali da 45 minuti l’una, non c’è tempo per chi intralcia il lavoro. Il silenzio e la collaborazione sono fondamentali, pertanto chi disturba il lavoro dell’insegnante viene allontanato dalla classe”.

ASPETTATIVE SEMPRE ALTE. Durante questi incontri, ci hanno consegnato lunghe liste di cosa nostro figlio DEVE saper fare ed IMPARARE prima dell’inizio della scuola elementare. Io e mio marito siamo rimasti un po’ perplessi. Sia chiaro, chiedere la collaborazione delle famiglie è più che legittimo, consegnare liste con abilità indispensabili da raggiungere, ci è sembrato ECCESSIVO. Per fare degli esempi:“l’alunno all’inizio della prima elementare dovrà conoscere il valore dei soldi, saper leggere l’ora, sapersi orientare, utilizzare bicicletta e roller, arrampicarsi, saper dormire lontano dai genitori, ecc…” Se volete leggere la lista completa, cliccate quiSpesso gli amici tedeschi ci hanno confidato che, di queste lunghe liste se ne fregano ampiamente, e che preferiscono qualche lamentela della maestra piuttosto che sbattersi in questa titanica impresa prescolastica. La scuola ci prova perché ovviamente, più il bambino saprà fare e sarà indipendente e meno darà problemi agli insegnanti, che si troveranno la cosiddetta “pappa pronta”.

LA SCUOLA ELEMENTARE PREVEDE 20 ORE DI LEZIONI SETTIMANALI. Anche questo aspetto, emerso durante le riunioni, ci è sembrato interessante. Si perché le elementari finiscono davvero presto, circa a mezzogiorno. Ma se i genitori lavorano? Nelle scuole che abbiamo visitato, le maestre concludono il lavoro con gli alunni tra le ore undici e le dodici, e non si occupano né di accompagnare i bambini alla mensa, né tantoméno di stare coi bambini dopo pranzo. Il Mittagsbetreuung è costituito da assistenti/genitori che accompagnano i bambini alla mensa. Dopo pranzo, all’interno di queste scuole, subentrano altri assistenti, a seconda del numero dei bambini che si fermano. E anche in questo caso non si tratta mai di insegnanti, più che altro si tratta di studenti che arrotondano o, nel migliore dei casi, educatori certificati. Questi assistenti del pomeriggio vengono coordinati all’interno di un PROGRAMMA di proposte ben preciso: Corsi di fotografia, costruzioni coi lego, scacchi per fare alcuni esempi. Le coordinatrici delle attività pomeridiane,  ci hanno tenuto a sottolineare che i bambini non devono per forza partecipare a queste attività, e che, non essendo “lezioni”, NON sono obbligatorie. I bambini possono scegliere di stare semplicemente in giardino a giocare. Ma sia chiaro, non si ha mai e in nessun caso, la libertà di prendere i propri figli PRIMA dell’orario previsto dal contratto.  Durante una riunione, una mamma tedesca ha chiesto: “Ogni pomeriggio vengono dedicati 45 minuti per fare i compiti per il giorno dopo, perché non assumete personale competente che possa seguire i nostri figli durante i compiti? I bambini finiscono spesso per non farli, e metterli sui libri alle cinque del pomeriggio è difficilissimo perché sono molto stanchi.” La preside si è fatta una bella risata, ma la domanda secondo me era più che legittima. Tra l’altro, avrebbe potuto semplicemente rispondere che il budget a disposizione non basta per assumere personale competente, invece le ha risposto che il livello di studi del personale del pomeriggio è più che adeguato per dei bambini.

Viste le opzioni non così allettanti per il pomeriggio, io e mio marito abbiamo iniziato a chiedere informazioni sulla GANZTAGSKLASSE (l’equivalente del tempo pieno in italia). E’ un’opzione che propongono poche scuole nella nostra zona, perché prevede che l’insegnante si fermi anche dopo pranzo con i propri alunni. Le scuole ci hanno risposto che noi possiamo farne richiesta, ma loro non possono garantirci questa opzione. Inoltre le maestre della Ganztagsklasse si riservano i primi DUE mesi della prima elementare per valutare se il bambino è in grado di partecipare ad una lezione dopo pranzo. Per esempio, se il bambino si mostra stanco o annoiato, la maestra sceglierà di trasferirlo definitivamente in una classe con il programma standard.  In tal caso il bambino si ritroverebbe da un giorno all’altro in un’altra classe con nuovi compagni, nuove maestre e nuovi orari. Questo, ci hanno tenuto a spiegare, è unicamente nell’interesse del bambino che, in nessun caso può essere obbligato a partecipare ad una lezione dopo pranzo.

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI IN VOTI E IL LORO DESTINO SCOLASTICO. Le scuole pubbliche che abbiamo visitato hanno dichiarato che i voti intesi come valutazione in numeri, iniziano dal secondo semestre della seconda elementare. (Riguardo ai voti vi consiglio di leggere il Sistema Scolastico Tedesco ) La terza elementare è invece considerato l’anno scolastico più importante. La pagella del terzo anno insieme ai voti del primo semestre del quarto e ultimo anno di elementari, costituiscono la media matematica grazie alla quale le maestre emettono il famoso Empfehlung (Suggerimento). Uno dei documenti più temuti dai genitori qui in Baviera. Buoni voti consentono l’accesso a scuole superiori in cui potersi diplomare, voti nella media o sufficienti consentono l’accesso solo alle scuole professionali che non prevedono un diploma. Il discorso è molto ampio, diciamo che indirizzare un alunno valutandolo in base a dei voti prodotti tra la terza e la quarta ELEMENTARE, è una scelta molto criticata anche dagli stessi tedeschi.

Tutte le scuole che abbiamo visitato, già dalla prima elementare prevedono ben DUE ore di RELIGIONE a settimana. Le proposte alternative sono: religione cattolica, religione musulmana in lingua tedesca, religione evangelica, etica.

IL BILINGUISMO E LO STUDIO DEL TEDESCO. Ogni volta che, con un certo orgoglio e non lo nascondo, abbiamo parlato con gli insegnanti bavaresi del fatto che stiamo crescendo un figlio bilingue e ci teniamo molto, ci hanno risposto senza troppi giri di parole. Ecco quello che ci hanno spiegato: “Le materie più importanti sono il tedesco e la matematica. Riguardo al tedesco, i bambini con genitori stranieri, anche se sono nati qui, iniziano le elementari  con uno SVANTAGGIO confronto ai madrelingua. Il tedesco è una lingua difficile e recuperare lo svantaggio linguistico non è semplice.  Ai bambini stranieri appena arrivati o in difficoltà, diamo l’opportunità di fare due ore in più di lezioni di tedesco a settimana. Si tratta sempre di lezioni di gruppo e sono da considerare più che altro, un sostegno all’integrazione.” Per farla breve, dal punto di vista degli insegnanti che abbiamo incontrato, recuperare lo “svantaggio linguistico” è una responsabilità della famiglia, così come scegliere di crescere un bambino bilingue.

Tant’è vero che sempre in queste scuole, la lingua INGLESE viene inserita solo dalla terza elementare per un’ora a settimana, ma senza voti. Si gioca in inglese, ma poco però! Lo studio della religione è chiaramente ritenuto più importante dello studiare una lingua straniera.

Le nostre riflessioni sono state tante, ho già scritto le principali e non intendo dilungarmi ulteriormente. Infine, tirate le somme di questi due anni di incontri, io e mio marito abbiamo scelto una scuola privata. E’ stata una decisione difficile, per non dire sofferta, perché siamo sempre stati più che favorevoli all’istruzione pubblica, ma non a queste condizioni. Un peso importante sulla nostra bilancia lo hanno giocato: la discriminazione verso la diversità, la poca importanza data allo studio di una lingua straniera, la scelta pedagogica antiquata di fare solo lezioni frontali e di considerare materie di serie A e di serie B, le troppe ore dedicate allo studio della religione, la mancata certezza di poter accedere ad una Ganztagsklasse (che per noi sarebbe stata l’unica alternativa interessante). Ultimo ma non meno importante, la sensazione di infilare nostro figlio in un sistema scolastico con principi BEN LONTANI da quelli con cui abbiamo scelto di crescerlo, e in un ambiente in cui la sua vivacità intellettuale e fisica sarebbe un problema e non un punto di forza.

Come ho specificato all’inizio, sono certa che le scuole pubbliche che abbiamo visitato non siano per forza rappresentative, come so bene che per molti genitori queste scuole sono assolutamente adeguate.  Io come sempre, racconto il mio punto di vista.

Intanto il primo giorno di scuola si avvicina, e stiamo preparando la Schultüte, tradizione tedesca di cui vi racconterò molto presto.

Alla prossima avventura,

Lara G.

CitazioneBruner

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